Giovedì 03 Gennaio 2013

Lo spread riavvicina
il colle al premier

Sull'economia si rinsalda virtualmente l'asse Napolitano-Monti, che sembrava essersi allentato dopo la candidatura del premier alle elezioni politiche, complice un avvio inaspettatamente roseo del 2013 che sulla scia della manovra americana anti-fiscal Cliff porta le Borse in alto e il nostro Spread a livelli inaspettatamente bassi, quelli auspicati da Monti.
Così, mentre il presidente della Repubblica incrociando a Napoli i cronisti rilanciava l'auspicio di un nuovo anno foriero di crescita e di lavoro per il nostro paese, a Roma si cominciavano a raccogliere i primi frutti della nuova stagione. Già di buon mattino nel mondo finanziario circolavano segnali (e soprattutto dati) rassicuranti, con lo spread sceso sotto la soglia psicologia dei 300 punti. Poi nel corso della mattinata la performance è migliorata ancora.
E attorno alle 14.30 Monti ha potuto cantare vittoria (lo ha fatto con un tweet) per il dimezzamento dello spread sceso orgogliosamente a quota 287 (ossia la metà esatta di 574 punti, la cifra con cui Monti ha iniziato il suo percorso a palazzo Chigi). Un traguardo importante quindi per il Professore che ha indicato questo obiettivo (la soglia 287), il 3 dicembre scorso quando il differenziale tra Btp e Bund tedeschi era sceso sotto i 300 punti. In quella occasione Monti disse: «Bene ma non basta, il mio obiettivo è 287». Si comprende quindi l'esultanza del premier uscente che ha potuto gioire ancor più in serata quando lo Spread è addirittura sceso sotto la cosiddetta "soglia-Monti" attestandosi a quota 283.
Una risposta indiretta, quindi all'avversario Berlusconi che da giorni martella il Prof reo di aver cospirato per cacciarlo da palazzo Chigi, ricorrendo anche all«imbroglio» dello Spread in funzione anti-Cavaliere.
Già in mattinata, mentre veniva intervistato a Radio Anch'io, Monti, tenendo d'occhio il nuovo corso finanziario, aveva sfoggiato un certo ottimismo («vedo la luce più vicina, e il tunnel non ci crollerà addosso»), tirando un bilancio positivo del lavoro svolto a palazzo Chigi. Azzardando l'obiettivo di un alleggerimento della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese.
E ha voluto ripetere, incurante delle proteste berlusconiane, che quando è approdato al governo la situazione era tragica, da bancarotta. Con il fucile puntato della Germania. «La mia situazione inizialmente era difficile.
Pattinavo su un lago con uno strato sottilissimo di ghiaccio e la nostra finanza pubblica poteva saltare da un momento all'altro. Ma fin dal primo giorno - ha quindi ricordato - ho spiegato alla signora Merkel che c'era anche qualche difetto nel funzionamento complessivo dell'eurozona. Poi abbiamo messo ordine e la Germania si è lasciata persuadere». Questa la versione di Monti, certo già in campagna elettorale. Ma se la tendenza dell'economia di questo avvio d'anno non si arresterà per il premier le cose saranno più facili.
Giuliana Palieri

Giuliana Palieri

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