Sabato 25 Maggio 2013

Un'impresa
di successo
Cosa c'è
da imparare

La neve a maggio sembra la metafora capovolta della rondine che non fa primavera: sull'economia può regnare un inverno duro, eppure non intrappola tutte le sue energie nel gelo.A Zelbio ieri quei fiocchi comparsi fuori stagione hanno portato quasi allegria e una scia di ricordi. Enervit ha festeggiato un traguardo considerevole, i 40 anni in questa località sui monti, ma non è stato solo un viaggio nel passato, un autocelebrarsi. Energia e vitamine. Si fanno avanti gli ingredienti delle bevande  prodotte qui e confermano quelli necessari per costruire una storia di successo in ogni periodo, anche nel più tribolato, una storia che può essere interpretata ancora da tante aziende lariane. Prima di tutto, serve arrivare in un territorio e innamorarsene. Non è detto, in effetti, che occorra essere del posto per sperimentare una simbiosi profonda. Ma se ci si accosta, bisogna ascoltarlo ed entrare in armonia. Il feeling scaturito 40 anni fa appunto, proviene dalla passione per queste terre, frequentate durante le vacanze, come pure da un incontro con una persona (altro elemento ricorrente in vicende simili), vale a dire con don Mosè Pertusini, il parroco del piccolo paese di Zelbio.Un incontro con la sua terra e le sue energie, insomma: così prende vita l'avventura di Enervit. E forte di questo reciproco intendersi, prosegue sfidando epoche differenti. Guardando la galleria dei personaggi che sono stati testimonial, si è proiettati in un mondo di sogni. Perché sono stati o sono ancora i nostri eroi, i campioni sportivi di ogni tempo che raccontano con la loro carriera di sfide vinte. Ma in fondo, l'economia non è così distante dallo sport. Un'impresa richiede un capitano, quest'ultimo sa però ottenere i risultati migliori se può contare su una squadra: se sa scegliere i suoi uomini, premiarli, coinvolgerli. Non ci sono salite che preoccupano, non ci sono partite che spaventano più delle altre, perché ciascuna è la Partita. E c'è sempre voglia di crescere, di mettersi alla prova, ecco cosa emerge da una giornata come quella di ieri e accomuna quest'azienda ad altre di successo. Non ci si siede mai, ma si guarda avanti, alla prossima sfida. Si alza l'asticella come faceva la mitica Sara Simeoni. Non ci si accontenta del mercato italiano, neanche se risponde bene (a differenza di altri settori), perché è saggio investire sull'export, in questo periodo toccasana più che mai per le aziende e i loro prodotti.

Marilena Lualdi

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