Decoro: sfida spudorata  tra opposte retoriche

Decoro: sfida spudorata

tra opposte retoriche

E poi, alla fine - dopo le chiacchiere, i distintivi, le roboanti promesse e le pose da fenomeni - arriva, inesorabile, la realtà. Il principio di realtà. La realtà effettuale. Lo scoglio adamantino e inscalfibile sul quale vanno a infrangersi, da che mondo è mondo, le cialtronate di tutti i demagoghi del mondo. Quelli di destra, quelli di centro e quelli di sinistra.

Le cronache cittadine di questi giorni, raccontate in beata solitudine dal nostro quotidiano, ne rappresentano solo l’ultima, penosa, ignobile manifestazione. Sono settimane e mesi e anni e secoli che gli statisti di destra, di centro e di sinistra ce le stanno piallando, ce le stanno facendo a fette, ce le stanno facendo a dadini sul tema dei migranti e dei clandestini e dei barboni e degli accattoni più o meno molesti e dei venditori di tappeti, liane e cerbottane e dopo settimane e mesi e anni e secoli di scontri feroci, di adunate oceaniche, di scomuniche, di maledizioni incrociate, di alti lai, di ululati alla luna, di rivoluzioni imminenti e di piazze pulite immanenti, qualcuno che abita e frequenta la città ha forse colto un qualche segno di cambiamento, putacaso?

Zero, niente, nulla. La solita sbobba. Il solito schifo. La solita vergogna. I soliti giardinetti invasi da mostri di ogni genere e grado, il solito san Francesco trasformato in bivacco di degradati manipoli e così in piazza San Fedele, così al Crocifisso, così in viale Varese, così fuori dal Volta, così al mercato coperto e così pure nel centralissimo Broletto, che qualche genio della politica ha pensato di svuotare dell’ufficio turistico per darlo in pasto ai disperati e agli scappati di casa. Strateghi. E tutto questo nella totale assenza delle istituzioni, nella totale insipienza degli inutili assessori dell’inutile giunta comunale, nella totale impotenza di residenti e cittadini. E questo è quanto.

E mentre il disastro procede spedito nel silenzio generale, quelli lì sono impegnati a comiziare, a catoneggiare, a salmodiare, a pontificare, a trombonare che adesso ci pensano loro a risolvere i problemi. Gli scienziati di sinistra, ad esempio, che qui bisogna accogliere tutti e venghino siori venghino che ce n’è per tutti e insomma e che sarà mai un materasso in mezzo alla strada e restiamo umani e i poveri bimbi ed è tutta colpa delle multinazionali, dei padroni sfruttatori, dei neofascisti, dei neonazisti, dei neorazzisti e giù colate di benaltrismo, di terzomondismo, di reducismo, di cheguevarismo, di dietrologismo, di eccebombismo e tutto il resto della retorica vecchia, stantia e forforosa con la quale questo mondo - che non capisce nulla della vita reale e per il quale i migranti sono solo e soltanto un pretesto, altro che vocazione umanitaria - riafferma la propria superiorità antropologica, si ritaglia la sua parte in commedia e demonizza chiunque non la pensi come lui.

Ma vogliamo parlare dei cervelloni di destra? E adesso basta e la gente non ne può più e la pacchia è finita e qui li cacciamo tutti a casa a calci in culo e dagli al negro e dagli al rom e dagli all’islamico e ciapa su el camel e turnet a ca’ e spezzeremo le reni agli scafisti e bombarderemo le Ong e taglieremo le unghie ai poteri forti e alle caste e alle élite e ai professoroni e il complotto demo-pluto-giudaico-massonico e nazionalismo e sovranismo e populismo e tutto il resto della retorica nuovissima, ma già così vecchia, stantia e forforosa con il quale questo mondo non offre alcuna soluzione realistica ai drammi dell’universo attuale e per il quale la demonizzazione dei migranti è solo e soltanto un espediente picaresco da vendere in campagna elettorale per raccogliere i voti degli impauriti e degli indifesi e poi fregarsene bellamente.

Questo è lo stato dell’arte. Una spudorata, sterile e insopportabile sfida tra opposte retoriche. La retorica dell’accoglienza senza se e senza ma e la retorica della pulizia etnica senza se e senza ma. Ma sono solo parole, solo ciarle, solo fuffa. L’ennesima presa per i fondelli. E infatti non cambia nulla. Perché nessuno libera i giardini dai clandestini e dagli spacciatori? Perché San Francesco non viene sgomberato ogni benedetta notte dalla sua corte dei miracoli e non viene ripulito e bonificato - provate a passarci nelle ore più calde e diteci che ne pensate di quella fogna a cielo aperto - ogni mattina? Perché nessuno impedisce l’invasione del Broletto e del centro? Perché nessuno garantisce il decoro, la decenza, il profilo turistico di una città nota nel mondo e, soprattutto, la sicurezza dei cittadini? Perché il Comune sovranista sembra governato da Rifondazione comunista? Perché la peggiore giunta di sempre non fa niente? Perché dorme, come dorme su mille altre cose? Perché a Palazzo Cernezzi la sveglia non suona mai? Le paghiamo le tasse, vero? E allora perché ci trattate sempre come dei sudditi, dei servi, dei babbei ai quali promettere mari e monti prima per farvi i comodacci vostri dopo?

E contestualmente - visto che le facce della medaglia sono sempre due - vi rendete conto, fenomeni di destra, di centro e di sinistra, che quelli lì sono comunque esseri umani? Sono degli animali, forse? Sono delle bestie? Sono feccia, spurgo, chiavica? Sono delle merde? Come è possibile che una città prospera, colta e moderna possa permettere che si trattino così delle persone? Perché non ci sono strutture attrezzate - perché sono state smantellate? - dove accogliere, pulire, lavare, nutrire e far dormire i reietti della terra? Perché non si controllano tutti e si manda in galera chi deve andare in galera, si rispedisce a casa sua chi deve essere rispedito a casa sua e si aiuta chi deve essere aiutato? E’ così difficile? E’ così elitario? Perché sicurezza e umanità, rigore e compassione non possono andare assieme? Ma non vi vergognate? Ma non ci vergogniamo?

La verità è che dovrebbe cambiare tutto, perché tutto cambi per davvero. Ma non cambia mai niente in questo paese - e in questa città - di pinocchi.


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