Lo strepitare della casta  assist ai 5Stelle

Lo strepitare della casta

assist ai 5Stelle

Il problema è anche Cirino Pomicino. Lasciatelo a casa, pover uomo, non mandate in giro lui a fare il testimonial degli ex parlamentari. Nulla contro la persona, anzi, basta leggere i suoi libri sui retroscena politici degli ultimi vent’anni per rivalutarlo. Ma i libri, si sa, li bazzicano in pochi. E per di più l’ex presidente della commissione bilancio e ministro economico, con quella faccia da Dc impunito, rappresenta suo malgrado uno dei simboli più fulgidi della mala politica, nonostante sia uscito quasi indenne da una gragnuola di processi.

Ecco, il vento anti Casta, molto facile da cavalcare, parte proprio da lì, da Tangentopoli. Ha fatto bene alla politica italiana favorendo un ricambio di classi dirigenti che forse ci sarebbe stato lo stesso dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra fredda, ma anche causato parecchi danni. Perché i cittadini a forza di sentenze, arresti spettacolo e infinite carcerazioni preventive, hanno trovato una conferma alle loro convinzioni sui politici tutti ladri. E non hanno più cambiato idea, anche a grazie a quegli eletti che sono andati avanti a delinquere. È stata una valanga che ha travolto tutti, non si è più fermata e ha attraversato la presunta Seconda Repubblica per arrivare alla presunta Terza con un continuo rinfrescare un famoso slogan di Pietro Nenni su quello più puro che ti epura.

La decisione della nuova Camera a maggioranza gialloverde sul taglio delle pensioni o vitalizi come volete chiamarli è una delle conseguenze. Entrare nel merito è complicato. L’idea fondante dei vitalizi era nobile: si basava sul principio dell’accesso alla politica non più solo per censo, ma anche per chi era privo di mezzi. Poi, naturalmente, sono arrivate le distorsioni. In verità né più né meno di come è accaduto negli ’anni 80 con le baby pensioni di coloro che stavano al di fuori del Parlamento. Era giusto metterci mano, ed è successo più volte negli ultimi anni. Anche perché alla fine i conti cominciavano a non tornare anche dalle parti di Montecitorio e Palazzo Madama. Mai però la cosa aveva assunto i toni eclatanti registrati dall’iniziativa del movimento 5Stelle, con ogni probabilità destinata a rimanere un mero esercizio di propaganda post elettorale.

Perché sarà un gioco da ragazzi per la Corte Costituzionale ribaltare un provvedimento votato persino dal Pd che la dice lunga sulle condizioni in cui è ridotto quel povero partito e festeggiato fuori dal Parlamento a colpi di tappi di spumante e da gente che dello stesso Parlamento fa parte. Chapeau. C’è da capirli anche questi post grillini. Da quando sono arrivati al governo si fanno rubare la scena da Salvini che gioca tutti i giorni a battaglia navale. Avevano diritto al loro quarto d’ora di celebrità, per dirla con Andy Wharol, che non era arrivato con quel decreto dignità che forse ha il torto di colpire categorie non odiate come quella dei politici.

Adesso però a sbagliare sono quelli della presunta Casta. Basta strepitare, agitarsi e stracciarsi le vesti firmate. Tanto non troveranno nessuno compassionevole con loro. E una volta che la Corte suprema avrà restituito le pensioni, sarà gioco facile per i 5Stelle dar loro ancora addosso e trovare un altro facile applauso del popolo.Sempre pronto a vestire i panni delle tricoteuse appollaiate sotto la ghigliottina a fare la maglia mentre zompano le capocce. Salvo poi rendersi conto che, le prossime, se passasse il principio di interventi retroattivi sui trattamenti previdenziali, potrebbero essere le sue.

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