Ridatemi la Como  che apre il cuore

Ridatemi la Como

che apre il cuore

Como è una città che amo moltissimo. Anche se sono di origine milanese, vivo in questa città da venticinque anni, e ormai mi sento comasca. Trovo che Como sia bella ed elegante, ed è conosciuta nel mondo come mai mi sarei aspettata. Spesso vado a convegni in diverse parti d’Europa e mi sono sorpresa nel vedere come questa piccola città sia in realtà molto nota.

Como non solo è bella, ma si trova in una posizione privilegiata, vicino a Milano, ben collegata con il resto del mondo grazie al vicino aeroporto di Malpensa e si rivela una città facile da vivere. Amo tantissimo la natura e il lago di questa città, non ne potrei più fare a meno, quindi questa ferita inferta al nostro lungolago per me è grande. Ricordo ancora che otto anni fa ero andata per un’opera nostra a Parigi e lì, quando era appena iniziata la vicenda del muro sul nostro lago, la notizia era già circolata, e questa vicenda aveva fatto il giro del mondo. È una situazione che auspichiamo di veder risolta a breve.

L’iniziativa de La Provincia con le cartoline da firmare mi è piaciuta molto perché è una reazione spontanea di persone che desiderano far qualcosa: iniziamo a dire che rivogliamo il lago. A questa iniziativa del quotidiano ho aderito proprio perché credo che reagire a una situazione di questo tipo sia un atto istintivo che viene a tutti, ed è bello poter partecipare insieme per cercare di ritornare a una situazione di normalità. Penso che la natura e la bellezza di Como siano per noi tutti dei fattori molto importanti. Per me, poter fare una passeggiata sul lungolago la mattina presto, andare a Villa Geno o verso Villa Olmo, cosa che faccio molto spesso, è molto importante: sono momenti che ti aprono il cuore.

Nonostante faccia questa passeggiata da tanti anni, ogni mattina mi sorprendo: la bellezza di questo luogo non smette di stupirmi e il fatto di passare di fianco alla palizzata, in un punto del lago il cui accesso ormai è proibito, crea un grande dispiacere.

Credo che noi tutti abbiamo bisogno di una migliore qualità della vita. Stiamo vivendo un momento particolare di fatica, di affanno, di tensioni e di paure a cui io da ragazza e da bambina non ero abituata. Se prima tutto sembrava un mondo facile, ora è un momento sicuramente più difficile. Ho qualche ricordo anche a Como: quando mio figlio era piccolo, nei primi anni in cui ho iniziato ad abitare qui, andavo lungo il lago a portare il pane alle paperelle scendendo quei gradini che oggi sono inaccessibili. Era un gesto semplice, che oggi tuttavia non si può più fare: questa è una mancanza a cui spero si possa presto rimediare.


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