Venerdì 01 Novembre 2013

Stipendi d’oro

non solo alla casta

Un’organizzazione americana che si batte per l’eguale distribuzione della ricchezza nel mondo si è incaricata di fare i conti in tasca ai dipendenti della Camera dei Deputati.

Dai 136mila euro lordi annui a fine carriera dei commessi, fino su su ai circa 400mila del segretario generale, gli emolumenti appaiono tutti largamente al di fuori della normale dinamica di mercato. E questo ha riaperto una vecchia questione: quanto costa Montecitorio?

A metà degli Ottanta, la Camera dei Deputati decise di ristrutturare i vecchi bagni
antistanti il Transatlantico e l’Aula di Montecitorio, i più frequentati dagli onorevoli. Quando dopo parecchi mesi i lavori furono conclusi, gli abitanti del Palazzo poterono ammirare il gioiellino che ne era venuto fuori: marmi pregiati in terra, sanitari di porcellana fine, maioliche con rifiniture in oro zecchino, rubinetteria in ottone, rifiniture in ciliegio massello.

Bene, se voi andate oggi in quei bagni, rimasti uguali da allora, avrete la plastica dimostrazione di cosa siano stati i tagli dell’amministrazione della Camera in questi anni: manutenzione e persino pulizia carenti, sanitari ingialliti, maioliche sbrecciate, tovaglioli di lino sostituiti con la carta, ecc. E come i bagni, anche tutto il resto a Montecitorio si è rattrappito: si lesina la carta delle fotocopie, sono sparite le famose agendine e i fogli intestati, alle nove il palazzo si chiude per evitare di pagare gli straordinari notturni, al bar e al ristorante i prezzi non sono più di favore e anzi sono aumentati a livelli dei bar del centro di Roma. Insomma, si percepisce una certa sobrietà coerente con la crisi. L’unica cosa che è cambiata poco, anzi pochissimo, sono appunto gli stipendi.. Ancora oggi essere assunti alla Camera equivale a vincere un terno al lotto. Quel che colpisce, in effetti, è il costo esorbitante dei lavoratori meno qualificati: dalla barbieria (che prima o poi verrà chiusa) al servizio dei commessi che guadagnano proprio tanto. Certo a questi ultimi è richiesta parecchia disponibilità, per esempio agli improvvisi straordinari, ai notturni, al lavoro durante le festività, e anche tanta discrezione e riservatezza. Però in definitiva non fanno un lavoro molto diverso da quello degli uscieri mentre guadagnano, al massimo della carriera, come un professore ordinario d’università o un pretore.

Il confronto appare stridente con la parte più alta della gerarchia interna dove viene richiesta professionalità di livello internazionale: gli uffici giuridici della Camera, per intenderci, sono quelli chiamati a mettere toppe di continuo al lavoro legislativo di una classe parlamentare che per la gran parte è giuridicamente analfabeta. Chi credete che scriva gli articolati di legge nelle commissioni? Certo, i funzionari sono ancora molto pagati ma sono anche molto bravi. Tra Camera e Senato nei decenni è stata un rincorsa a chi otteneva di più dai politici, ma è pur vero che quella degli organi istituzionali è la nostra migliore burocrazia.

Il problema è sempre quello: se la classe politica è scadente, i burocrati prendono potere e si autoassegnano le prebende che vogliono. La soluzione vera del problema dunque quella di rimettere tutti in riga, con politici degni di questo nome che per primi diano esempio di sobrietà.

Andrea Ferrari

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