Alserio, in troppi al bar Lake  Il sindaco lo chiude cinque sere
Il locale ai giardini a lago

Alserio, in troppi al bar Lake

Il sindaco lo chiude cinque sere

Colzani: «Poco distanziamento e ancor meno mascherine, inevitabile». Il titolare: «Capisco, ma abbiamo fatto di tutti per fare rispettare le norme»

Troppi assembramenti e rischio di non garantire il distanziamento e le misure di sicurezza anti Covid. Il sindaco Stefano Colzani ha disposto la chiusura serale del bar Lake, il bar dei Giardini a lago di Alserio fino al 6 luglio compreso, per un totale di 5 giorni. Il primo cittadino ha fatto calare la scure sulla movida serale in riva al lago del paese. L’estate è esplosa e ovviamente l’area dei Giardini a lago diventa meta di decine di visitatori e anche di persone del paese, che vogliono passare le ore più fresche della sera nel refrigerio del lago e del suo parco. Il bar dei Giardini a lago trasmette anche le partite e diventa luogo normale e ovvio di aggregazione. Nei giorni scorsi però la situazione che è stata registrata, come risulta dall’ordinanza del sindaco, non poteva essere tollerata ulteriormente. «Vista la difficoltà del gestore nel far rispettare il divieto di assembramento nonché l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale – si legge le testo dell’ordinanza – Accertato che nelle ore serali tale difficoltà è emersa in modo più significativo a causa del maggiore afflusso di avventori, ordina che l’attività del bar Lake, dal 2 al 6 luglio, è consentita solo fino alle 20». Alle 8 di sera quindi bisognerà chiudere il bar e gli avventori non potranno entrare. Una misura che sa di prevenzione, ma anche di punizione, come emerge chiaramente dal testo dell’ordinanza del primo cittadino. Colzani, dal canto suo, difende la scelta effettuata, anche se cerca di minimizzarne la portata: «Il senso del provvedimento è quello di garantire la salute dei cittadini e degli avventori in un momento in cui l’emergenza, vorrei ricordarlo, non è ancora passata – sottolinea il sindaco – Non la vedrei come un’ordinanza che punisce qualcuno o crea disagio agli avventori, ma come una scelta a tutela della salute di tutti». Il gestore e titolare del bar Lake accetta la decisione, ma sottolinea: «Non è certo il massimo per un’attività, che è rimasta chiusa già due mesi e mezzo per il lockdown, trovarsi altri cinque giorni di chiusura serale – sottolinea – Detto questo, non contesto, anzi accetto le decisioni del sindaco in un’ottica di tutela della salute e di applicazione dei decreti governativi anti Covid. Proseguiremo per questi pochi giorni con la sola attività diurna». Sulle misure, Pasqual difende le scelte fatte: «Abbiamo diviso gli spazi, abbiamo mantenuto il distanziamento e abbiamo sempre misurato la temperatura corporea ai nostri clienti .- chiosa – Tutte le norme sono state applicate: è ovvio che, con l’arrivo del caldo, gli avventori siano notevolmente aumentati».

(Simone Rotunno)


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