Asso, la mamma morta nell’incidente  Folla e rose rosse al funerale
Familiari e amici sul sagrato della parrocchiale (Foto by Stefano Bartesaghi)

Asso, la mamma morta nell’incidente

Folla e rose rosse al funerale

Rose rosse e Schubert all’addio a Raffaella Franciullo di 45 anni

Una morte inaccettabile, una tragedia che lacera il cuore, ma anche il tributo a una donna, una mamma, sempre piena di vita e di energia. Una folla composta ha gremito nel pomeriggio di sabato 12 settembre la chiesa prepositurale di San Giovanni Battista e tutto il sagrato esterno per l’ultimo saluto a Raffaella Franciullo, 45 anni, deceduta lunedì 7 settembre a Canzo, sulla provinciale Arosio-Canzo, mentre stava andando al lavoro. Quello che doveva essere un normale lunedì di settembre, con l’inizio della settimana lavorativa, in pochi attimi si è trasformato in tragedia. La donna, alla guida della sua Fiat Panda, sulla curva all’altezza dell’azienda Eta, ha perso il controllo del mezzo finito prima nella scarpata e poi contro un albero. Troppo violento l’impatto: Raffaella non ce l’ha fatta. Un dolore immenso per il marito Michele Maio e per la giovane figlia, Alessia, 19 anni, che hanno accompagnato in un dolore straziante il feretro di Raffaella. Un abbraccio corale quello che gli amici, i conoscenti e i colleghi di lavoro hanno voluto esprimere a Raffaella e ai suoi familiari. Raffaella stava andando al lavoro nell’azienda vinicola Borgo San Michele nella vicina Castelmarte. L’uscita di strada e l’impatto violento sono avvenute a poche centinaia di metri dalla sede dell’azienda. Il prevosto, don Rino Tantardini, ha voluto raccogliere i sentimenti della comunità di Asso e di Scarenna, frazione dove viveva Raffaella: «È piena la coscienza del divario delle parole che si possono dire rispetto alla grandezza del dramma che state vivendo – ha sottolineato il sacerdote rivolto ai familiari – Mi faccio vicino a voi, quasi sussurando e dandovi quello che ho di più caro: la fede nel Signore risorto». Presente alle esequie anche il sindaco Gianni Erba. Prima dell’uscita del feretro dalla chiesa, è stata cantata per Raffaella l’Ave Maria di Schubert. Dolore e commozione. Sul feretro rose rosse. All’uscita il dolore disperato e gridato, più che comprensibile, della giovanissima Alessia e di tutti i familiari, compresa la mamma di Raffaella, distrutta dal lutto. Nessuna parola durante i funerali. Alessia, però, ha raccolto i suoi sentimenti e i suoi ricordi in alcune parole espresse sui social, che restituiscono un barlume di speranza e un tributo alla grande energia della mamma: «All’unica donna che vale ogni sorriso della mia vita. All’unica donna che amerò senza vergogna – commenta Alessia - All’unica donna che mi ha insegnato la forza di rialzarmi dopo mille lacrime e che i sacrifici e le sconfitte non sono un castigo, ma una lezione per imparare qualcosa ed essere più forte. Dico grazie a mia mamma per essere stata mia amica, mia sorella, mia confidente, la mia àncora di salvezza e semplicemente il mio mondo. Ti voglio ricordare così mamma, così come sei sempre stata: un uragano, un fuoco vivo». Un uragano di positività, come l’ha definita la stessa figlia, che in pochi attimi è stato spazzato via da quel terribile impatto sull’Arosio-Canzo.

(Simone Rotunno)


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