Emergenza idrica in alpeggio, è scontro. Allevatori: «Così non può funzionare»

Caglio Concessa l’autorizzazione a rifornirsi a Rezzago e Sormano, ma «non è abbastanza». Intanto c’è chi preleva acqua senza permesso. Il sindaco: «Rischiano sanzioni civili e penali»

Emergenza idrica in alpeggio, è scontro. Allevatori: «Così non può funzionare»
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L’emergenza idrica diventa sempre più terreno di scontro tra allevatori e pubblica amministrazione, anche se una soluzione tampone sembra esserci con l’autorizzazione concessa agli allevatori per rifornirsi in tre punti di prelievo: due a Rezzago e uno a Sormano.

Da Sormano partono anche accuse contro ignoti - in una lettera agli allevatori - in cui si parla di prelievi non autorizzati.

Costi eccessivi

Per gli allevatori non bastano i punti prelievo perché chiedono un intervento direttamente agli alpeggi, come successo lunedì grazie alla protezione civile: i Comuni e la Comunità montana spiegano di non poter intervenire con quella modalità per dei costi eccessivi e non motivati a favore di aziende private.

Il sindaco di Sormano Giuseppe Sormani entra a gamba tesa: «In comune di Sormano sono stati effettuati nei giorni scorsi prelievi non autorizzati dagli idranti da persone al momento sconosciute, ma la cui identità è in corso di accertamento. Comunichiamo che la violazione delle presenti disposizioni e l’utilizzo non autorizzato dell’acqua degli idranti sarà soggetta alle sanzioni civili e penali previste da leggi e regolamenti vigenti».

Spiega poi quale soluzione è stata trovata con la collaborazione di Como Acqua: «Vengono individuati tre punti di prelievo ai quali le aziende possono rifornirsi di acqua: a Rezzago alla fontana del Comune, dopo le 22 e prima delle 6, per un volume di 5metri cubi in 15 minuti; a Rezzago alla fontana zona Pro Loco con identiche modalità; a Sormano al parcheggio della Colma a sinistra salendo, dopo le 22 e prima delle 6, con volume di 10 metri cubi massimo in 30 minuti».

E ha aggiunto: «La situazione di emergenza idrica è estremamente grave e c’è il rischio che l’acqua manchi anche per le abitazioni, per cui si invita ad evitare ogni spreco ed a seguire le modalità concordate».

Come raccontato negli scorsi giorni, negli alpeggi del Triangolo Lariano l’acqua scarseggia e mucche e cavalli sono assetati, lunedì è intervenuta la protezione civile con le botti.

I problemi

Giulio Invernizzi, allevatore di Caglio, non vede di buon occhio la soluzione trovata: «Se ho bisogno di acqua all’alpeggio al Palanzone, tu me la fai prendere in paese? Non può funzionare così, poi come portiamo acqua in quota con pendenze del 30 per cento e strade da due metri con mezzi da due metri e mezzo. Si deve trovare una soluzione e non può essere questa, bisogna trovarsi e ragionare anche sulla Comunità montana».

Il presidente dell’ente Patrizia Mazza spiega: «Mi sono attivata con Como Acqua per trovare una soluzione, c’è un modulo da compilare e poi gli allevatori possono procedere a prelievi autorizzati. Si tratta comunque di aziende private il cui lavoro è encomiabile ma sono pur sempre aziende private, utilizzando punti ad alta pressione possono rifornirsi più velocemente poi con Como Acqua troveranno un accordo per pagare la fornitura».

E ha concluso. «La crisi idrica c’è dovunque, è un problema anche delle utenze domestiche, i cittadini potrebbero lamentare trattamenti di favore o, come scrive Sormani, prelievi non autorizzati».

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