Erba, chiusa la birreria Stella        «Il Covid ha cambiato tutto»
Gianna Beccalli tra i figli Marco e Silvia Gandolfi nella birreria Stella

Erba, chiusa la birreria Stella

«Il Covid ha cambiato tutto»

Il locale storico di via Leopardi cessa l’attività avviata negli anni Venti

«Vorrei ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto in questi anni, ci ho provato e creduto fino all’ultimo, ma purtroppo le cose non sempre vanno come si vorrebbe. Grazie ancora a tutti, Marco».

Il cartello che annuncia la cessazione dell’attività campeggia sulla porta della birreria Stella Artois di via Leopardi, un locale leggendario che ha visto sfilare davanti al bancone generazioni di erbesi. Anche qui la pandemia ha colpito duro: le chiusure, le spese vive che non calano mai, le nuove abitudini della clientela nel mondo del Covid-19 hanno portato Marco Gandolfi, la sorella Silvia e mamma Gianna Beccalli ad alzare bandiera bianca.

Un colpo al cuore, ma una scelta non più rimandabile. La famiglia ci fa accomodare al tavolo a due passi dal bancone, nella stessa sala in cui fino a qualche anno fa venivano serviti panini caldi e boccali di birra a profusione. «Nel 2020 - raccontano Marco e Silvia - di fatto siamo rimasti chiusi tutto l’anno. I ristori sono stati poca cosa, ma la struttura è di proprietà e almeno c’era la speranza che tutto passasse presto. Il problema è che alla riapertura è cambiato tutto».

Nel 2021, molti clienti non sono più tornati. Molto probabilmente per paura del contagio.

«La pandemia ha cambiato le abitudini delle persone, l’epoca delle compagnie di ragazzi seduti al tavolo a mangiare panini e bere birre è passata. Lavoravamo bene anche in pausa pranzo, ma con lo smartworking abbiamo registrato un calo anche sul fronte dei lavoratori a mezzogiorno. Così, alla fine di dicembre, abbiamo deciso di chiudere».

Marco e Silvia sono la quarta generazione di una famiglia che nel 1926 aprì l’albergo-ristorante Belvedere. Nel 1982 l’attività divenne esclusivamente birreria e paninoteca, immediato il sodalizio con la Stella Artois. «Il nome ufficiale del nostro locale resta Belvedere, ma tutti ci conoscono come Stella. Per quarant’anni i ragazzi hanno detto “vado in Stella”, non al Belvedere».

Gianna, rappresentante della terza generazione, ci mostra le foto d’epoca. Anni fa il Belvedere è stato riconosciuto come negozio storico da Regione Lombardia, qui è passata parte della storia erbese del Novecento.

«Sono nata e cresciuta qui - racconta Gianna, commossa - e tanti clienti sono diventati parte della mia famiglia. Li ho serviti da ragazzi, li ho visti diventare padri e madri, anni dopo ho avuto i loro figli come clienti: è stata una decisione molto difficile, questo locale è un pezzo importante del mio cuore, ma non c’era altra scelta».

Marco e Silvia hanno entrambi figli, ma tutti sono intenzionati a prendere altre strade.

«Sapevamo da tempo che una quinta generazione non ci sarebbe stata - dice Silvia - e questa consapevolezza ci aiutati a decidere per la chiusura. Adesso ci prenderemo del tempo per staccare un po’ e pensare al futuro, per decidere cosa fare: ora vogliamo solo dire grazie alle tante persone che hanno trascorso qui tante ore della loro vita, a tutti i clienti che ci stanno telefonando o scrivendo su Facebook chiedendoci di cambiare idea: grazie davvero, purtroppo la decisione è presa».

«Ricordiamo le grandi compagnie che si riunivano qui nei fine settimana, le vigilie di Natale in cui restavamo aperti fino alle due o alle tre di notte. Sono passati tanti personaggi, dai musicisti che animavano le serate tirando fuori a sorpresa una chitarra agli uomini che dopo un litigio con la moglie passavano ore al bancone».

(Luca Meneghel)


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