Erba, il Covid porta via Mozzanica  Grande alpinista e guida alpina
Ivo Mozzanica ha aperto più di 150 vie sulle montagne in Italia e all’estero (Foto by Stefano Bartesaghi)

Erba, il Covid porta via Mozzanica

Grande alpinista e guida alpina

Aveva 74 anni. La figlia: «Non si può morire da soli in un letto di ospedale»

«Non si può morire così, da soli in un letto d’ospedale. Non ho nulla da dire ai medici e agli infermieri, ma il sistema sanitario non si è attrezzato per questa seconda ondata. Ci hanno tolto l’umanità, il prenderci cura delle persone». Lia Mozzanica è la figlia di Ivo Mozzanica, 74 anni, alpinista conosciutissimo – ha aperto oltre 150 vie in Italia e all’estero - guida alpina e personaggio storico per l’Erbese: figlio per altro dello scultore meratese Giuseppe Mozzanica. Ivo è morto la notte all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia per Covid. Potrebbe averlo contratto nello stesso nosocomio dopo un’operazione maxillofacciale conseguente ad una caduta. Lascia la moglie Mariangela, i figli Aldo e Lia e i nipotini Romeo ed Emilia.

Ivo Mozzanica e Peppino Ciresa al “Torre Lecco”, nello sperduto Gilo Dag tra Iran e Iraq, nel 1950

Ivo Mozzanica e Peppino Ciresa al “Torre Lecco”, nello sperduto Gilo Dag tra Iran e Iraq, nel 1950

La figlia Lia è convinta che il contagio sia avvenuto in ospedale: «Mio padre è caduto il 17 ottobre – spiega - È finito con il volto su un sasso, non volevamo portarlo all’ospedale ma siamo stati obbligati considerando le condizioni. Il 24 ha subito una complessa operazione di ricostruzione del viso, tutto è andato perfettamente ed è poi tornato a casa». Ma la felicità per il ritorno a casa ha lasciato ben presto spazio all’incubo che avrebbe avuto un epilogo tragico. «È rimasto a casa 24 ore, il 28 ottobre ha iniziato a perdere completamente di lucidità, non riconosceva noi e i nipotini. L’ho quindi portato al Sant’Anna temendo problemi conseguenti all’operazione ma poi mi sono accorta anche della temperatura corporea alta: 37,7. Al pronto soccorso l’hanno subito indirizzato nell’area Covid. Sono entrata con lui, una situazione incredibile. Difficile da raccontare. In un primo periodo mio padre reagiva, mi hanno detto però alcuni giorni dopo che i polmoni erano troppo compromessi. Dal 28 ottobre ho visto papà solo alcune volte attraverso le videochiamate». Oltre al padre è positiva anche la madre: «Ha dormito con lui. Nessuno le ha fatto il tampone in uscita dall’ospedale dopo l’operazione, è arrivato a casa col Covid. Da quando abbiamo fatto il tampone all’ingresso in pronto soccorso sono trascorsi dieci giorni prima che chiamassero da Ats per chiedermi dei contatti che aveva avuto». Ivo era un alpinista molto conosciuto: «Ha aperto 150 vie in Italia e all’estero. Era un nonno stupendo, un padre eccezionale, sempre sereno ma anche un vulcano di idee. Amava la vita e la famiglia».


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