Erba, papà, mamma e due bimbi
Notte al gelo del parco Majnoni

Dramma per una famiglia di stranieri che si è ritrovata improvvisamente senza casa. L’intervento della Caritas: «C’è sempre più necessità di abitazioni, diamogli fiducia»

Erba, papà, mamma e due bimbi Notte al gelo del parco Majnoni
Uno scorcio del parco Majnoni, nel cuore di Erba
(Foto di Stefano Bartesaghi)

Due bambini piccoli e i loro genitori hanno trascorso una notte al parco Majnoni, prima di entrare sotto lo scudo protettivo della Caritas.

Una brutta storia che porta alla luce il dramma dell’emergenza abitativa, un tema di cui si parla sempre in astratto: gli alloggi disponibili sul territorio erbese sono limitati, servono persone pronte a mettere a disposizione appartamenti sfitti.

Il caso è stato seguito da Giovanna Marelli, instancabile volontaria che da anni lavora a stretto contatto con don Ettore Dubini nella Caritas. La famiglia è di origine straniera ed è composta da mamma, papà e due bambini molto piccoli, di due anni e nove mesi; per tutelarli non sono stati divulgati altri dettagli (a partire dalla nazionalità), in ogni caso il nucleo familiare ha regolarmente attivato le procedure per la richiesta di asilo.

«Sono stata contattata all’inizio della scorsa settimana - racconta Marelli - dopo che una conoscente si è imbattuta nella famiglia al parco Majnoni, dove avevano trascorso la notte al freddo. Siamo entrati in contatto e abbiamo attivato le procedure per trovare loro un tetto, anche se non è stato facile». La famiglia è stata ospite per un periodo da alcuni connazionali, ma ha dovuto lasciare la casa a seguito del ritorno in città dei coinquilini. A quel punto non avrebbero trovato altro posto in cui andare se non al parco, dove sono stati visti.

«Le case di prima accoglienza erano tutte occupate, ne abbiamo 14 tra Erba e Ponte Lambro. Siamo riusciti a trovare loro un posto temporaneo in una casa, approfittando del fatto che la famiglia che la abita è attualmente fuori città».

Uno dei 14 alloggi dovrebbe liberarsi nei prossimi giorni, giusto in tempo per collocare la famiglia. Alle case di emergenza si aggiungerà presto quella di via Manara, un bene confiscato alla criminalità organizzata che il Comune ha affidato a Caritas.

«Abbiamo ricevuto le chiavi poco prima di Natale - conferma Marelli - e c’è molto da fare per renderla abitabile, ecco perché non abbiamo potuto indirizzare lì la famiglia. Sistemeremo l’alloggio a Capodanno con alcuni giovani volontari, chi volesse unirsi ci può contattare: è bello lavorare insieme per mettere a disposizione delle famiglie in difficoltà un alloggio che era legato alla criminalità organizzata».

Un appartamento in più sarà una boccata di ossigeno, ma non è sufficiente per rispondere all’emergenza. «La nostra richiesta è rivolta alle tante persone che hanno appartamenti sfitti in città, ma che preferiscono non affittarli a nuclei familiari con una situazione precaria. Chiedo loro di avere fiducia e di farsi avanti, abbiamo famiglie in cui magari il padre ha trovato un buon lavoro a tempo determinato: saremo sempre pronti a dare un sostegno in caso di future difficoltà».

Negli anni scorsi un appello era arrivato anche da parte di monsignor Angelo Pirovano, guida della Comunità Pastorale Sant’Eufemia.

(Luca Meneghel)

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