Fuggì dopo avere travolto un ciclista

Condannato a un anno e mezzo

Gian Battista Zorza morì a Lecco cinque mesi dopo l’incidente sulla Vallassina a Lurago d’Erba. Riconosciuto colpevole il giovane automobilista di Monguzzo per un sorpasso azzardato

Fuggì dopo avere travolto un ciclista Condannato a un anno e mezzo
La scena dell’incidente del 4 ottobre 2016

Ricordate Gian Battista Zorza, il cicloamatore deceduto nel marzo del 2017 dopo cinque mesi di agonia per le ferite riportate in un incidente avvenuto il 4 ottobre precedente a Lurago d’Erba?

Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Como Maria Luisa Lo Gatto ha condannato a un anno e mezzo di detenzione (con la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo di due anni e otto mesi) l’automobilista al volante del mezzo che investì il signor Gianni, un uomo di 28 anni, residente a Monguzzo.

La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito in corso di indagine (pm Antonio Nalesso), quel giorno, in tarda mattinata, al volante della sua Toyota Yaris, il ventottenne superò, nei pressi di un passaggio a livello, alcuni veicoli che lo precedevano, ivi compreso un camion, finendo per travolgere il ciclista, più o meno all’altezza dell’intersezione tra la stessa Vallassina e via Cavolto.

Dopo l’incidente l’automobilista si allontanò senza prestare soccorso, salvo poi essere rintracciato dalla polizia locale di Erba e dai carabinieri intervenuti per i rilievi del caso.Oltre al reato di omicidio la Procura della Repubblica contestava pertanto l’omissione di soccorso e l’aggravante della guida in stato di alterazione psico-fisica, dato che l’automobilista, successivamente sottoposto a una serie di test tossicologici all’ospedale, risultò positivo a diverse sostanze stupefacenti.

Il giudice non ha comunque mancato di rilevare anche un paio di attenuanti: da una parte l’avvenuto risarcimento del danno ad opera dell’assicurazione in favore della vedova e del figlio del signor Gianni, dall’altra l’ineccepibile comportamento processuale mantenuto dell’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Ciceri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

True