Martellate alla Madonnina sul Bolettone: i vandali distruggono la statuetta

Albavilla Posata in vetta nel 1964 per volontà di don Mario Galbiati. Mascheroni (Amici): «In sessant’anni nessuno aveva mai osato tanto. Non è riparabile, ne metteremo un’altra»

Choc e rabbia in paese per l’atto vandalico che ha distrutto la statua della Madonna posta sotto la croce in cima al Monte Bolettone. La cima più alta del paese a 1317 metri, luogo amato dagli albavillesi e dai turisti e luogo di quiete e anche di preghiera, è finita nel mirino di una furia incomprensibile che ha preso di mira propria la piccola statua della Vergine Maria ai piedi della grande croce, luogo e simbolo ripetutamente immortalato nelle foto degli escursionisti. La Madonnina era custodita in una piccola grotta, posta sotto la croce: dietro una bella grata in ferro battuto e un vetro a protezione del simulacro.

Molti turisti, visitatori e amanti della montagna, giunti alla cima, si fermano spesso per un momento di preghiera e di meditazione. Alcuni negli anni hanno lasciato anche corone di rosario, immaginette o biglietti. Un luogo naturale splendido, ma anche un luogo di meditazione e di preghiera per chi crede. Ignoti, non si sa se si tratta di una singola persona o di un gruppo, nei giorni scorsi hanno deciso di mettere in pratica il loro raid: con sassi o, molto più probabilmente con un martello o una piccola mazza, hanno rotto il vetro della grotta e hanno preso di mira proprio la statua mariana: staccate le braccia della Vergine e completamente rovinata e spaccata a metà la parte sottostante, poco sopra i piedi della statua.

Il simulacro è stato praticamente messo fuori uso e, secondo una prima ricognizione, è impossibile poterlo riparare riattaccando i cocci. A trovare la Madonna in quello stato gli amici del Gruppo Bolettone, guidati dal presidente e storico amante della montagna, Luigi Mascheroni, che non si dà pace per l’accaduto. «In quasi sessant’anni nessuno mai aveva osato tanto contro la Madonna – commenta – Una volta avevano rotto il vetro, ma la statua non era stata toccata. Faremo in modo di riavere presto un’altra statua della Madonna sotto la croce». Un gesto incomprensibile e di inaudita violenza. Sulla vetta del monte passano ogni anno migliaia di visitatori e amanti del trekking montano, tra loro credenti e non credenti, ma tutti rispettosi del luogo e del simbolo racchiuso.

La statua venne fortemente voluta dall’allora parroco, don Felice Ballabio, e dal suo coadiutore, don Mario Galbiati, nel lontano 1964. Don Mario, morto la scorsa primavera, è stato poi tra gli anni Ottanta e Novanta, fondatore di Radio Maria, prima, e di Radio Mater, poi. Quest’ultima ha sede proprio in centro paese. «Don Mario volle fortemente la posa di una statua della Madonna sul Bolettone, come atto di affidamento del paese alla Vergine – ricorda Enrico Viganò, già direttore della comunicazione dell’emittente radiofonica mariana – Non ho parole di fronte a questo gesto: quanto odio nei confronti della Madonna». Sotto choc anche il sindaco, Giuliana Castelnuovo, che ieri è stata informata dell’accaduto: «Uno sfregio non solo alla Madonna, ma a tutta la comunità di Albavilla, alla nostra storia e alle nostre tradizioni – commenta – Un gesto che mi lascia senza parole. Ora sicuramente faremo qualcosa: voglio interfacciarmi con gli amici del Gruppo Bolettone e con tutti coloro che hanno a cuore la Madonnina per capire come sostituirla e riparare a questo gesto inqualificabile».

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