Niente mercato e parchi blindati  «E scavalcare i cancelli è un reato»
L’ingresso di parco Majnoni di Erba resterà chiuso al pubblico

Niente mercato e parchi blindati

«E scavalcare i cancelli è un reato»

Erba: il sindaco ha firmato un’ordinanza che blocca le bancarelle. Comprese quelle alimentari. Lo stop esteso nelle aree verdi del centro e delle frazioni

«Basta, quello che posso chiudere chiudo. A partire dai parchi della città. E il mercato del giovedì salta del tutto». Per il sindaco Veronica Airoldi non c’è tempo da perdere: ieri il primo cittadino ha firmato un’ordinanza per bloccare i cancelli di tutti i giardini pubblici del centro e delle frazioni, poi ha esteso lo stop del mercato anche ai banchi che vendono generi alimentari. Decisioni importanti che avranno un impatto sulla vita quotidiana degli erbesi.

«Io sono dell’idea che vada chiuso tutto per superare l’emergenza - premette Airoldi - e nei limiti di quel che può fare un sindaco seguo questa linea. Ho firmato un’ordinanza di chiusura di tutti i parchi pubblici, dal Majnoni a quelli sparsi nelle frazioni: sono luoghi in cui potrebbero radunarsi troppe persone, e in particolare i bambini intorno ai giochi. Non ce lo possiamo permettere».

I controlli da parte delle forze dell’ordine non mancheranno. A nessuno venga in mente di scavalcare i cancelli: sarebbe un reato ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, proprio come accade per le violazioni al decreto del premier Giuseppe Conte.

E poi c’è una seconda questione, quella relativa al mercato degli ambulanti che si sarebbe dovuto tenere ieri mattina a ridosso dei portici. Un tema che da Erba a Como, passando per Milano, sta suscitando numerose polemiche. «Abbiamo effettuato una serie di approfondimenti. Tanto il mercato del giovedì in centro quanto il piccolo mercato agricolo del venerdì mattina in via Carroccio si tengono in aree non recintate, quindi il controllo degli accessi è impossibile. Il comandante della polizia locale mi ha confermato l’impossibilità di garantire il controllo e la sorveglianza per evitare assembramenti: quindi ho deciso di imporre lo stop».


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