«Rally, le accuse ai piloti  sono a rischio prescrizione»
Giovanni Pina (a sinistra) e Marco Giuseppe Silva all’ultima edizione del Rally di Como

«Rally, le accuse ai piloti

sono a rischio prescrizione»

La difesa di Pina e Silva contesta il maxi sequestro da 5 milioni di euro della Finanza. L’avvocato: «L’inchiesta è chiusa dal 2016. Il provvedimento arriva con tre anni e mezzo di ritardo»

La macchina della giustizia non corre veloce come quelle da rally. E così le accuse relative alla maxi evasione fiscale contestata da Procura e Guardia di finanza - tra l’altro - ai due piloti di Canzo e Valbrona Pina e Silva a cui le fiamme gialle hanno sequestrato case e conti corrente, rischiano di finire in prescrizione prima della fine dell’iter giudiziario.

E la prima a lamentarsi per i tempi dell’inchiesta è proprio l’avvocato Anna Restuccia, legale di Giovanni Pina e Marco Giuseppe Silva.

Il legale si è detta sorpresa del provvedimento di sequestro eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri della compagnia di Erba: «Sono anni che sollecito una decisione da parte della Procura su questo fascicolo. Nonostante il pubblico ministero fosse tenuto a esercitare l’azione penale nel termine previsto normativamente, termine che nel nostro caso è scaduto il 30 aprile 2016, non ha ancora chiuso l’inchiesta. E, ora, ha proceduto con questi sequestri».

Complessivamente le persone accusate - a vario titolo - di frode fiscale per emissione o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti sono diciannove. Ma erano decisamente molte di più fino allo scorso ottobre. L’ispezione fiscale compiuta nel 2014 dai finanzieri di Erba alle società dei due rallisti - la Gohan srl, la Geminir srl e la Ma.ea srl - era sfociata in una maxi inchiesta che aveva fatto finire sotto indagine quasi 130 persone.

Lo scorso ottobre lo stesso pubblico ministero, Giuseppe Rose, ha però chiesto l’archiviazione delle accuse per ben 106 indagati. Archiviazione richiesta da un lato proprio per l’avvenuta prescrizione di molti fatti contestati (in quanto i presunti reati risalgono a oltre 9 anni fa), dall’altro perché la notizia di reato è stata ritenuta infondata dalla stessa accusa.


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