Strage di Erba, fango sui Castagna
Patteggiamenti e multe per dieci

L’amministratrice del gruppo Facebook sarà giudicata a ottobre

Strage di Erba, fango sui Castagna Patteggiamenti e multe per dieci
La diffamazione è avvenuta attraverso post pubblicati su un gruppo di Facebook

In dieci hanno scelto di patteggiare – di fronte al giudice Valeria Costi, che ha ratificato gli accordi – tra i cinque mesi di pena e i 1.400 euro di multa.

Due indagati hanno sentito leggere la dichiarazione di «non doversi procedere» per l’estinzione del reato grazie alle condotte riparatorie. Una sola imputata ha scelto di proseguire con il dibattimento in una udienza rinviata a ottobre.

Si è conclusa così, nella serata di lunedì 21 marzo, al piano terra del palazzo di giustizia di Como, l’udienza nata dalla denuncia querela che era stata presentata dai fratelli Beppe e Pietro Castagna il 30 luglio 2018 per raccontare quanto stava avvenendo.

Ovvero le diffamazioni che – su Facebook – la famiglia devastata da Rosa Bazzi e Olindo Romano nella strage di Erba stava ricevendo seguendo l’onda revisionista spinta in questi anni da più trasmissioni televisive.

Parole di fuoco, espresse per di più in giorni di lutto, quelli della scomparsa di Carlo Castagna che nella strage della “casa del ghiaccio” in via Diaz aveva perso la moglie (Paola Galli), la figlia (Raffaella Castagna) e il nipotino (Youssef Marzouk). La quarta vittima era stata la vicina di casa Valeria Cherubini.

L’accusa di diffamazione era stata messa nero su bianco dalla Procura della Repubblica (fascicolo firmato direttamente dal procuratore Nicola Piacente) mentre l’udienza – con Giampaolo Moscatelli a sostenere l’accusa – era iniziata prima di Natale, con in aula 13 posizioni da valutare.

L’amministratrice della pagina “Olindo Romano e Rosa Bazzi innocenti”, Paola Pagliari (57 anni di Galbiate), è stata l’unica a non chiudere la propria vicenda giudiziaria. In dieci invece hanno scelto di patteggiare.

Cinque mesi per Teodolinda Celentano (69 anni, Salerno), Marco Girotto (55 anni, Verona) e Franco Gozzi (71 anni, Edolo), 1400 euro di multa invece per Giovanna Andrisano (71 anni, Lecce), Giuliana Berti (76 anni, Seregno), Maurizio Ciolfi (42 anni, Torino), Andrea Ferrari (27 anni, Lecce), Giovanna Maria Ferrari (57 anni, Stezzano), Alessandro Luigi Rochon (50 anni, Torino) e Anna Stasi (65 anni, Taranto). Infine, Lorella Marzola (60 anni, Ferrara) e Simona Pastori (43 anni, Seregno), hanno estinto il reato grazie a condotte riparatorie, ovvero al versamento di 1.500 euro alla Croce Rossa prima dell’inizio dell’udienza.

Secondo quanto era stato sostenuto dalla pubblica accusa, nel mese di maggio del 2018 sulla pagina “Olindo Romano e Rosa Bazzi innocenti”, subito dopo la condivisione di due articoli sulla morte di Carlo Castagna, era iniziato uno stillicidio di commenti proprio contro la vittima e i suoi due figli.

Commenti postati da tutta Italia, come si è visto, con frasi del tenore di «adesso brucerà nelle fiamme dell’inferno» oppure «troppe chiacchiere su questo bauscia, resta in putrefazione».

Per tutti l’accusa è stata quella di aver diffamato la famiglia Castagna sui social, «offendendo la reputazione di Carlo Castagna e dei figli» insinuando che fossero questi ultimi i responsabili e che Carlo «avesse perdonato gli assassini della sua famiglia perché consapevole che i veri colpevoli fossero i figli». Nonostante le sentenze da anni dicano l’esatto contrario.

(Mauro Peverelli)

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