Tivano, il capo speleo del Cai di Erba
«Non dovevano andare nella grotta»

Roberto Sala critica l’atteggiamento degli speleo che si sono calati nell’Abisso dei Giganti nonostante le condizioni avverse

«Ora si corre il rischio che l’attività esplorativa in quella grotta venga preclusa a tutti». Il responsabile del gruppo speleologico del Cai di Erba e vicepresidente della Federazione Speleologica Lombarda, Roberto Sala, punta il dito contro l’eccessiva leggerezza con cui venerdì 5 giugno i sei speleologi sono scesi nell’Abisso dei Giganti. Solo in tre sono usciti domenica, un altro è tornato in superficie al mattino di lunedì 8 giugno per chiedere l’aiuto dei soccorritori a causa del ginocchio fuori uso di un compagno di avventura, e per gli altri si è resa necessaria una mobilitazione iniziata alle 11 di lunedì 8 giugno e conclusa il giorno successivo alle 21.«Queste persone in grotta non avrebbero dovuto esserci, c’è un comunicato di maggio della federazione speleologica lombarda che parla chiaro. In virtù della ripresa degli spostamenti l’invito agli speleologi era di prestare la massima attenzione per ridurre il più possibile il coinvolgimento del Soccorso che si troverebbe ad operare in condizioni straordinarie. Come infatti è avvenuto – prosegue Sala - Tutte le attività del Cai sono sospese». Per Sala una raccomandazione inevitabile: «A maggior ragione considerando che lo scorso fine settimana le previsioni meteorologiche erano da bollino rosso. Quindi facendo uno più uno è chiaro che si doveva evitare assolutamente di calarsi. Invece appena i confini della Lombardia sono stati aperti sono arrivate a Sormano persone da tutta Italia. Credo ci voglia più buon senso, anche se l’attività era lodevole, nelle sue finalità e magari programmata da tempo sarebbe stato logico evitare rischi inutili e problemi anche agli stessi soccorritori. Si è gestito tutto con leggerezza». Sala rimarca gli errori: «Sembra quasi, che in quanto successo, ci sia dell’eroismo, invece ci sono degli errori di base nel programmare un’attività se non ci sono le condizioni. Poi nel gruppo c’erano persone con sufficiente esperienza per gestire la situazione nel miglior modo possibile, soprattutto per salvaguardare l’infortunato». Il responsabile degli speleo di Erba è preoccupato: «Ora il rischio è che venga precluso l’accesso alla grotta, anche in virtù del fatto che già in passato ci sono state questioni con la proprietà del fondo nel quale si apre la cavità e certamente quanto successo non gli farà piacere».

(Giovanni Cristiani)

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