Sabato 30 Gennaio 2010

I lastroni che avremo sul lungolago
Monta e smonta, ma solo se l'acqua sale

AGLIATE A chi vive nella zona la novità delle paratie proprio non piace. Ma non è un discorso estetico. Secondo molti cittadini quell'opera è «inutile». Per scongiurare il rischio di esondazioni sarebbe bastato pulire il fiume, come si è sempre fatto. Agliate è una piccola frazione di Carate Brianza e, per ora, non ha nulla in comune con la città di Como. Nemmeno una sillaba. Ma sarà così ancora per poco, visto che il sistema di difesa dalle acque installato pochi mesi fa in via Borgo San Dazio verrà riprodotto anche a Como. La notizia era emersa a Palazzo Cernezzi nel corso dell'ultima conferenza di servizio: le paratie mobili previste sul lungolago saranno del tutto simili a quelle studiate per il piccolo centro brianzolo.
Ad Agliate, però, delle paratie ieri non c'era traccia. Oltrepassato il ponte sul Lambro, si arriva in via Borgo San Dazio da una stradina in discesa, strettissima e ripida. Una manciata di case e villette sulla riva del fiume, a separarle dall'acqua una striscia d'asfalto, larga quanto una macchina. E, da pochi mesi, anche un muretto lungo trecento metri e alto una quarantina, parallelo al letto del fiume. L'impatto visivo è contenuto perché, come detto, le paratie non ci sono: i lastroni d'acciaio, che Como ha deciso di «copiare», vengono installati sopra il muretto solo in caso di rischio esondazione. Se ne occupa la Protezione civile. I panconi (lunghi tre metri l'uno e larghi trenta centimetri), proprio come accadrà sul Lario, per gran parte dell'anno vengono conservati in un magazzino: «Ma il deposito è chiuso e al venerdì pomeriggio il personale del Comune non lavora, mostrarveli è impossibile - ci dice in tarda mattinata il sindaco di Carate, Marco Pipino - Si tratta comunque di paratie che possono essere posizionate in poco tempo, se gli addetti sono preparati». Sopra al muretto se ne può installare un numero variabile, da uno a tre, in base alle necessità. Per fissarne uno servono novanta secondi e in totale sono 126, come dimostrano i numeri progressivi stampati sui “tappi” che coprono i buchi destinati ai pali-guida d'acciaio, anch'essi stipati nel magazzino. «Quasi diecimila euro l'anno solo per la manutenzione, una follia», commenta l'ex consigliere comunale Enrico Mason, che abita nei paraggi. «C'erano altre soluzioni praticabili, a cominciare da una migliore pulizia del Lambro», gli fanno eco alcuni residenti. «Quando hanno collaudato il sistema, hanno impiegato oltre cinque ore per montare tutto».
Anche i pannelli in metallo studiati per il lungolago di Como saranno sovrapponibili e l'altezza complessiva potrà variare in base al livello della piena del Lario. Per i trecento metri di Agliate la Regione ha investito 790mila euro, finanziando interamente l'operazione. Soldi che molti cittadini avrebbero utilizzato diversamente. Il “muretto di Agliate”, però, ormai c'è. «Le lastre d'acciaio, una volta montate, non sono propriamente una bellezza, ho visto i collaudi a ottobre - scandisce un nonno con la nipotina - Ma noi siamo arrabbiati per altri motivi, non per l'impatto estetico. Agliate non è Como e il Lambro non è il vostro lago».
Michele Sada

a.cavalcanti

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