Lunedì 01 Febbraio 2010

Smog, due denunce per Bruni
se non fermerà le auto in città

COMO Oggi la giunta deciderà quali provvedimenti adottare per contrastare l’escalation dello smog (polveri sottili oltre i limiti per 20 giorni in un mese). E se sabato l’assessore con delega alla qualità dell’aria, Diego Peverelli, aveva anticipato l’intenzione di aspettare l’esito dell’esperimento in programma tra domani e dopo, ovvero l’installazione sul tetto di Palazzo Cernezzi di un nebulizzatore potenzialmente in grado di abbattere il Pm10 nel raggio di un chilometro, ora Codacons e Verdi mandano all’amministrazione una "diffida a mezzo stampa". Fermare il traffico non è una scelta ma un obbligo di legge - è la sintesi dei ragionamenti fatti dai responsabili dei due sodalizi - e se Bruni non dovesse firmare un’ordinanza analoga a quelle adottate da molti altri comuni lombardi, potrebbe scattare anche per lui un esposto alla Procura della Repubblica.
Dopo la giunta, stasera si riunirà anche la sezione provinciale dei Verdi. «Valuteremo - spiega Elisabetta Patelli, presidente regionale del movimento - se prendere provvedimenti analoghi a quelli nazionali». Il riferimento è alla denuncia contro il sindaco di Roma Alemanno, annunciata dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli e motivata con la mancata adozione «di misure anti-inquinamento». «Como si sta distinguendo per totale inerzia e indifferenza di fronte a un’emergenza sanitaria - afferma Patelli -. Credo si debbano prendere provvedimenti drastici. Se ciò non accadrà, passeremo anche attraverso le vie legali». Analoga la posizione del Codacons, che dal 2007 ha intrapreso la strada degli esposti contro gli amministratori. «La nostra tesi giuridica - afferma il responsabile provinciale Mauro Antonelli - è che quando c’è il superamento del livello limite delle polveri sottili, anzi quando esiste solo il rischio di superamenti, i sindaci debbano bloccare il traffico. Lo dice il decreto ministeriale n. 60 del 2002. Nei giorni sorsi, lo stesso primo cittadino di Varese ha dichiarato che ritiene inutili le targhe alterne, tuttavia le ha adottate per non trovarsi indagato per omissione d’atti d’ufficio». Proprio questo capo d’accusa è costato il rinvio a giudizio al sindaco di Firenze, sempre a seguito di un esposto del Codacons. «In Lombardia - ricorda Antonelli - sono stati iscritti nel registro degli indagati Formigoni, la Moratti e Penati. Quando avevamo fatto l’esposto alla Procura della Repubblica di Milano, per dimostrare la nostra tesi circa le responsabilità del governatore, avevamo allegato tutti i superamenti del limite del Pm10 nelle province lombarde, compresa Como. Dal punto di vista teorico, vuol dire che qualora la Procura di Milano ravvisasse profili penalmente rilevanti potrebbe anche trasmettere gli atti alle altre procure competenti per territorio». Il Codacons sta pure valutando «la possibilità di presentare esposti in tutti i capoluoghi di provincia dove le polveri sottili abbiano superato i 50 µg/m3 per più dei 35 giorni indicati dalla normativa europea». Como nel 2008 ha varcato la fatidica soglia per 75 volte e nel 2009 per 67.
Pietro Berra

a.cavalcanti

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