Mercoledì 10 Febbraio 2010

Il traffico dei Tir aumenterà
Como dorme e fa finta di nulla

COMO Oltre 780 milioni di franchi svizzeri. Sono in calo, ma pur sempre consistenti, gli introiti doganali in imposte ed accise: la conferma giunge dall'amministrazione federale delle dogane che ieri ha tenuto la propria assemblea annuale a Chiasso. Situazione a specchio sul nostro versante del confine: 500 milioni di euro scorrono da Como verso Roma, ogni anno.
«E' doveroso e ragionevole pretendere che questo territorio a confronto con il traffico commerciale internazionale non subisca solo disagi - osserva Giorgio Colato, vicepresidente dell'Albo degli autotrasportatori e responsabile Fai - Una parte di tutto questo fiume di denaro deve ricadere in infrastrutture per Como. Gli Svizzeri ci sanno fare. Noi non sappiamo neppure chiedere» e si richiama alla fiscalità di vantaggio, cioè al reimpiego delle risorse fiscali sul territorio che le produce. Nel nostro caso, è una produzione problematica. «S'è persa traccia, nel comasco, di scelte di prospettiva nel settore dell'autotrasporto internazionale e delle infrastrutture a servizio», sottolinea Luca Gaffuri, consigliere comunale e regionale Pd. Aveva proposto un «piano d'area per Como, città di confine», come esiste il piano d'area per Malpensa, ad esempio. Ma l'Accordo quadro di sviluppo territoriale non ne aveva tenuto conto. «Le questioni ci esploderanno in mano», prevede Gaffuri. «Non potremo sempre vivere rincorrendo l'emergenza - rimarca Colato - Il traffico europeo delle merci su strada aumenterà del 50%». Per indisponibilità di Comune ed amministrazione provinciale, è ormai tramontata da tempo l'idea di una piattaforma delle merci a Chiasso, a servizio transfrontaliero, studiata dalla Regio Insubrica. Ma la Camera di Commercio, nell'ambito del «Piano per la competitività e per lo sviluppo», affida ai parlamentari le proposte sulla fiscalità di vantaggio, emerse in uno studio sulle debolezze infrastrutturali di Como: è competenza di Governo e Ministeri. Sul piano dei progetti, spunta l'ipotesi di un centro intermodale per lo scambio gomma - ferro delle merci e le prime lavorazioni. A parte il Centro Tir e la “bretella” con la A9, risalenti agli anni 94 - 95, non s'è più mosso nulla e la Docks è stata acquistata dalla società svizzera Planzer. Ma il fabbisogno nel settore della logistica resta attuale.
M. Cast.

a.cavalcanti

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