Martedì 30 Marzo 2010

Como: febbre del gioco
in un anno 500 mila Gratta e Vinci

COMO Una febbre collettiva, un mania che per alcuni inizia come un passatempo e finisce per trasformarsi in una condanna. Il gioco d'azzardo viene usato dallo Stato per far soldi, con successo. Ma dall'altra parte c'è chi, alla ricerca di una vincita che pochi riescono ad ottenere, si fa spennare un sacco di soldi. Per il gioco d'azzardo litigano perfino i ricchi. La Canalis si è trovata con il benservito di Clooney dopo aver protestato perché lui, impegnato a giocare a poker con gli amici, non le aveva risposto al telefono. Se pure le coppie vip vanno in crisi, figurarsi i poveri cristi che giocano con i soldi che servono per portare da mangiare a casa. Secondo i dati Agipronews su dati Sisal, solo in Gratta e vinci e solo nel 2009 Como ha girato 73 milioni e 770mila euro comprando 109 milioni, 495mila e 500 biglietti. Il doppio di Lecco, vicini a Brescia (133 milioni di biglietti per 73 milioni di euro). Numeri alti anche per il Superenalotto. Como ha speso 32,6 milioni (6 per cento del totale regionale), mentre le vincite sono state di 8,8 milioni (4,5 per cento del totale regionale). Altri milioni di euro finiscono nelle macchinette disseminate per un po' tutti i bar della città e della provincia.  Uno pensa che il giocatore sia un uomo affascinante, un po' romantico, uno spaccone come si vede in certi film. Ma non c'è niente di romantico in un conto che si svuota inseguendo le sirene di una macchinetta messa apposta per creare dipendenza. «Giocano gli operai e le massaie, gli impiegati e gli artigiani  dice il responsabile del gruppo giocatori anonimi di Como -. Gente normale, che si rovina inseguendo una vincita».
Per chi non riesce a smettere di giocare il gruppo dei giocatori anonimi comaschi risponde all'indirizzo e-mail: gacomonord@yahoo.it

f.angelini

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