Martedì 30 Marzo 2010

Il Carroccio spicca il volo
Il laghée Bianchi il più votato

COMO - Per sei ore è stato il primo partito della provincia. Finché alle 21.05 non è stata sorpassata dal Pdl (34,97% a 33,63%). A quel punto la maggior parte degli addetti ai lavori prevedeva un allargamento della forbice: «Prima sono arrivati i risultati del lago - era il commento ricorrente - dove il Carroccio ha la sua roccaforte. Ma nei grandi centri perderà punti». E, invece, intorno alla mezzanotte la Lega Nord è ritornata davanti per un'altra mezzora, il tempo di conteggiare le ultime sezioni del capoluogo che l'hanno riportata a un'incollatura dal Popolo della libertà: 33,30% contro 33,46%. Una differenza di poche centinaia di voti (85.521 per il Pdl, 85.108 per la Lega).

Non sono mancate sorprese anche nella competizione interna tra i candidati leghisti: se l'attenzione della vigilia si era focalizzata soprattutto su Edgardo Arosio, consigliere regionale uscente con largo seguito a Cantù e dintorni, e Maurizio Faverio, assessore comunale a Como, a urne chiuse la vittoria è invece andata al laghée Dario Bianchi, sindaco di Vercana e assessore provinciale con deleghe a Patrimonio, Demanio, Economato, Caccia e Grandi eventi. E con 9.703 preferenze si è imposto per distacco, con oltre tremila voti di vantaggio su Arosio (6.257) e più di quattromila su Faverio (5.649). «Il voto certamente dà fiducia alla Lega», ha sottolineato il commissario provinciale Leonardo Carioni. Proprio il presidente di Villa Saporiti è stato il primo e più autorevole sostenitore della candidatura di Bianchi. «L'ho scelto io - ha confermato - perché è un segugio, uno che ha una grande esperienza e conosce tutti i piccoli comuni, dove conta soprattutto il passaparola. Ma anch'io non mi aspettavo che ottenesse un risultato così alto».

Anche nel capoluogo la Lega ha fatto un notevole balzo in avanti: 25,16% contro il 14,31% di cinque anni fa. Comunque resta il terzo partito, alle spalle del Pdl (33,44%) e, per poco, anche del Pd (25,35%). Alla domanda se l'exploit leghista cambierà i rapporti di forza all'interno della giunta di Palazzo Cernezzi, Carioni ha replicato: «Cambierà qualcosa? Un assessore in più o in meno? Diciamo che è una manovra di avvicinamento alle amministrative del 2012, finalizzata a valorizzare le persone». Piuttosto, Carioni ha puntato l'indice sull'astensionismo (-10,12% di votanti sia a livello provinciale che cittadino). «Se non rispondiamo ad alcuni obiettivi - ha sottolineato - l'astensione aumenterà ancora di più». Citando, nel caso del capoluogo, la Ticosa e il muro sul lungolago tra i principali motivi di scontento dei comaschi.

In città è stato Maurizio Faverio il leghista più votato con 1941 preferenze, contro le 456 di Bianchi e le 374 di Arosio. «È un risultato storico - afferma l'assessore comunale -. La missione che mi era stata affidata era di lavorare per alzare al massimo il consenso in città e abbiamo ottenuto il dato più alto nella storia della Lega a Como». Avrà conseguenze sulla politica cittadina? «Cosa succederà non lo dire» risponde Faverio, che non nega un pizzico di delusione per il risultato personale. «Sinceramente da Como mi aspettavo di più - dice -, nel senso che aveva l'opportunità di avere un consigliere regionale. Si vede che va bene Bruni, che va bene Pozzi... Cosa vi devo dire?».

s.ferrari

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