Giovedì 01 Aprile 2010

Al via la fiera di Pasqua:
il maltempo non rovina la festa

COMO«Ma che bella frittata, viene facile con quella padella lì?». «Si signora, guardi, mette le uova, aggancia le padelle, gira e vede cosa si riesce a fare?». «Quella lì la compro, adesso vado in chiesa poi quando torno la prendo». Prove di affari sotto alla pioggia che già al mattino disturba gli ambulanti del mercato e quelli delle bancarelle di Pasqua. Fa un freddo che sembra novembre, si stringono tutti nei colli dei giubbetti e dei cappotti che vende e chi compra. Anche se al momento è più chi vende di chi compra. Terminata la parte di bancarelle con il profumo di pollo e patatine fritte che a mezzogiorno fa formare le code ai banchi, arriva l'angolo delle meraviglie, quelle che i comaschi si ricordano fin da bambini, ma che si rinnovano di anno in anno. Al banco delle padelle ci sono torte di patate, di cipolle, di zucchine, frittate, cotte e servite per gli assaggi e per la dimostrazione. Tre passi dopo una sfilza di ananas e limoni affettati, dimostra come sia facile affettare con l'affetta tutto arancione che si tramanda di generazione in generazione. Per pulire ci sono gli stracci magici, come da dimostrazione del venditore a un gruppetto di signore interessate. Panno che scrosta lo sporco del piano cottura senza detersivo e ciabatte che puliscono il pavimento mentre cammini (un sogno). C'è tutto quello che puoi immaginare e più di quello che ti può passare per la testa. E la gente si ferma incuriosita, anche solo per dare un'occhiata e farsi spiegare come funziona questo o quel marchingegno. Iprezzi sono a prova di crisi, come quelli degli abiti, uno 10 euro due 18. Ivenditori sanno fare il loro mestiere e le loro battute fanno ridere i clienti.

f.angelini

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