Mercoledì 12 Maggio 2010

Como, le immagini di una stagione
Brevi (e il gruppo) verso la riconferma

COMO - Non si tratta di una celebrazione. Perchè, diciamocelo, celebrare una salvezza all'ultima giornata in fin dei conti suonerebbe anche un po' ridicolo. L'importante è far tesoro di quello che è successo in questo campionato e ripartire più e meglio organizzati. Antonio Di Bari e Amilcare Rivetti - al di là di voci, ipotesi e sussurri più o meno clamorosi - per ora sono e saranno ancora le persone che hanno in mano destini e decisioni su tutto ciò che riguarda il Como, dal punto di vista economico e tecnico. Già fin da oggi il presidente e il vicepresidente riprenderanno in mano una situazione che ora come ora, a detta loro, prevede una possibile ripartenza da Oscar Brevi e il suo gruppo, rinforzandolo e migliorandolo. Non ci vorrà comunque molto, a quanto pare, per capire che tipo di impostazione avrà il nuovo Como. Intanto, vediamo da che cosa si può ripartire, quali sono state le cose positive e le belle sorprese di questa stagione, e che cosa invece sarebbe meglio evitare o correggere.

Sono certamente più di uno i protagonisti che meritano citazioni speciali. Il più facile, Giuseppe Cozzolino. Che con i suoi tredici gol è certamente il simbolo della stagione azzurra. Il suo destino è legato anche al volere della società che lo ha lanciato, il Lecce. Anche se Di Bari dice che il Como ha la priorità sul cartellino del giocatore. Aver salvato la categoria può certamente agevolare la sua permanenza in azzurro. Risalendo, dall'attacco in su, brillano le stelline Filippini e Zerzouri. I due, 23 anni uno e 21 l'altro, sono certamente giocatori da non lasciarsi scappare. Il primo ha dato un contributo notevole sin da subito, in termini tecnici e fisici, alla resurrezione offensiva del girone di ritorno, adattandosi sia al ruolo di esterno nel 4-4-2 che a quello di punta esterna con la medesima efficacia. Arrivato a Como su suggerimento di Oscar Brevi, che l'ha avuto come compagno di squadra, ha colpito anche per la sua facilità di inserimento. Redouane Zerzouri ha certamente faticato di più dal punto di vista fisico, arrivando solo nel finale alla piena forma. Tecnicamente dotato, ha fatto vedere ottime qualità. Poterlo avere a disposizione dall'inizio potrebbe certamente consentire soluzioni offensive molto interessanti.

Passando al centrocampo, non si può non citare Stefano Salvi, uno dei più presenti in campo lungo l'arco del campionato. Anche lui giovane, 23 anni, ma capace spesso di tenere il campo con la sicurezza di un veterano. E' caratterialmente e tatticamente maturato, proseguendo su una crescita che già aveva messo in mostra la stagione precedente.Una bella sorpresa certamente è Riccardo Riva. Partito riserva, ha poi sfoderato nel corso dei mesi personalità e qualità. Ha 25 anni, è un altro elemento su cui si può contare con discreta sicurezza.
In difesa, il reparto dove ci sono stati i maggiori cambiamenti nel corso della stagione, la menzione speciale va indubbiamente a Natale Gonnella. Che di anni ne ha 34, alle spalle ha un'esperienza notevole a ottimi livelli e la si è sentita: arrivava da mesi di inattività, da quando ha messo piede in campo non è più uscito neppure per un minuto. Ventidue partite su ventidue, tutte mediamente positive, qualcuna eccellente. E due gol, che in questa squadra vuol dire essere vicecapocannoniere...

Come già sottolineato in questi giorni, vanno certamente citati anche i due portieri: Enrico Malatesta e Massimo Zappino. Il primo, per aver notevolmente contribuito con le sue parate a tenere comunque in piedi la situazione in una lunga fase in cui l'unico modo per fare risultato era non prendere gol, visto che non si segnava mai. E per aver accettato con estrema serenità la panchina quando Brevi e Strano hanno scelto Zappino. Non tutti lo sanno fare. Il secondo, per aver affrontato a testa alta e a guantoni saldi le critiche e i dubbi nel momento in cui la scelta è caduta su di lui. Ha esordito prendendo tre gol a Perugia, ha continuato con sicurezza. Sarà probabilmente lui il portiere del Como anche l'anno prossimo.In ogni caso, Malatesta e Zappino sono i portieri della seconda miglior difesa del campionato.

Dopo i promossi, più che di bocciature è opportuno parlare di dubbi. C'è chi va comunque ringraziato, e non poco, come Ezio Brevi che ha dato fino all'ultima goccia di sudore e di esperienza quando è stato chiamato, ma che a questo punto potrebbe smettere di giocare, come già intendeva fare un anno fa. Lo stesso Goretti, comunque positivo e disponibilissimo appena il Como l'ha chiamato, è da vedere se potrà rientrare nei piani futuri, anche se un elemento di esperienza fa comodissimo. A proposito di esperti, un grande dubbio è stato Ardito. Che per problemi fisici o per altre scelte non ha praticamente lasciato traccia in questa stagione. Si riprenderà? Ci sono poi giocatori che tanto sono stati apprezzati l'anno prima, che hanno certamente qualità, ma che nel corso della stagione hanno attraversato momenti un po' bui. Uno di questi è Franco, che ha alternato partite splendide ad altre assolutamente anonime pur restando tra i giocatori del Como con maggiori qualità e che comunque è un elemento a cui sembra difficile poter rinunciare, lo stesso Maggioni.

Da citare poi Bruno, che comunque ha saputo dare un buon contributo. E non manca Kalambay. Altalenante e poco presente Rudi, quasi del tutto sparito Adobati. Questi ultimi due dovrebbero avere ancora contratto con il Como, ma forse sarebbe il caso - se si scegliesse ancora di impiegarli così poco - di dare loro la possibilità di giocare altrove, vista la giovane età. E a proposito di giovani difensori, certamente è piaciuto parecchio nelle ultime partite anche Conti. Troppo poco per giudicarlo, ma le buone premesse ci sono state.

L'aspetto più deludente, e parlano chiaro i numeri, è stato l'attacco. La scelta di Fragiello non è stata felice, così come nella prima parte quella di tenere Guazzo, certamente aggravata dal fatto che il bomber della stagione scorsa non abbia potuto lavorare con la squadra sin dall'inizio. Negativa, ma non per colpa sua bensì dei tanti problemi fisici che l'hanno annientato, la stagione di Luca Facchetti. Tirando le somme, ci sono tante buone basi su cui fissare la ripartenza. Ma c'è anche tanto lavoro.
Lilliana Cavatorta

s.ferrari

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