Venerdì 14 Maggio 2010

Como, Bruni temporeggia
Le dimissioni sono congelate

COMO - Il sindaco Stefano Bruni “congela” le dimissioni, che si era detto pronto a presentare a causa delle spaccature nella maggioranza e della situazione di stallo in consiglio comunale. Durante la riunione del gruppo del Pdl di giovedì sera il primo cittadino si è di fatto limitato a rinviare alla prossima settimana il confronto sulle polemiche degli ultimi giorni. All'ordine del giorno della riunione c'era, d'altra parte, il tema della movida e Bruni ha fatto soltanto un accenno allo stato di salute dell'amministrazione, senza tornare sulla minaccia di dimissioni. In sostanza, ha chiesto una pausa di riflessione di qualche giorno, ma il clima all'interno del Pdl resta teso. Al termine del faccia a faccia con i consiglieri del Pdl, Bruni si è limitato a commentare: «La riunione è andata bene. Se sono tranquillo? Vedremo, aspettiamo i prossimi giorni».
In consiglio comunale, giovedì sera, il tema è rimasto sullo sfondo. L'ha sollevato soltanto Alessandro Rapinese (Area 2010), che si è presentato in aula indossando una maglietta con l'ironica scritta “Pastone” e, in una dichiarazione preliminare, si è rivolto proprio al presidente del consiglio comunale Mario Pastore: «Stando alle interviste di questi giorni, sembra che molti consiglieri del Pdl, tra i quali Pastore, sarebbero ben contenti di un'eventuale caduta dell'amministrazione Bruni e chiedo quindi al presidente di verificare se esiste ancora una maggioranza e quali siano i motivi che li spingono a non far cadere il sindaco». Pastore, che poche ore prima era stato tutt'altro che tenero nei confronti di Bruni («si faccia l'esame di coscienza per capire e riconoscere i suoi errori», aveva detto tra l'altro), ha replicato così a Rapinese: «Il mio pensiero è che non si scappa davanti alle difficoltà, si resta e si combatte».

m.schiani

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