Era ineleggibile al Pirellone
Pozzi rischia l'esclusione

Il consigliere regionale del Pdl si è dimesso dalla presidenza di Nord Energia il 15 marzo anziché prima della presentazione delle candidature (il 27 febbraio). I 17 giorni di ritardo potrebbero adesso essergli fatali annullando la sua elezione in consiglio regionale

Giorgio Pozzi, eletto consigliere regionale per il Pdl con 16.530 preferenze personali a fine marzo, rischia di essere escluso dal Pirellone. Il motivo? Semplicemente non poteva essere eletto perché non si è dimesso dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione di Nord Energia prima della presentazione delle candidature il 27 marzo scorso.
La normativa che regola l'eleggibilità dei consiglieri regionali è pubblicata con chiarezza sul sito internet del Pirellone. Nel dettaglio all'articolo 2 (legge 154 del 23 aprile 1981) si dice che «gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente rispettivamente dalla regione, provincia o comune» sono ineleggibili. Poi precisa che la norma non ha effetto «se l'interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell'incarico o del comando, collocamento in aspettativa non oltre il giorno fissato  per la presentazione delle candidature». Applicando la norma al caso Pozzi, il verdetto sembra scontato e cioé che non poteva essere eletto poiché non aveva i requisiti. Da quanto si apprende, la pratica Pozzi è già in corso di analisi a Milano.
Nord Energia Spa è infatti di proprietà al 60% di Fnm (il restante 40% è dell'Azienda Elettrica Ticinese). Ma Fnm ha come maggior azionista (con il 57.57% delle quote) niente altro che la Regione Lombardia. E Pozzi come presidente - nominato nel luglio del 2009 - aveva come primo compito quello di «rappresentare la società sia in Italia che all'estero». Questo significa che per potersi candidare consigliere regionale e non incappare nelle condizioni di ineleggibilità avrebbe dovuto dimettersi entro il 27 febbraio. Pozzi ha invece rassegnato le dimissioni dalla presidenza di Nord Energia il 15 marzo, quando le liste e le candidature erano depositate in tribunale già da 17 giorni. Diciassette giorni che adesso potrebbero determinare la clamorosa esclusione di Pozzi dal consiglio regionale.

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