Venerdì 02 Luglio 2010

Figino, dubbi sulla 500 Abarth
"Anche io in causa con la Fiat"

FIGINO SERENZA Il dubbio che quella Fiat 500 Abarth non abbia funzionato bene, quel 25 aprile del 2009, c'è. Un dubbio che ha il giudice per le indagini preliminari di Lecco, Gian Marco De Vincenzi, che per l'incidente mortale a Molteno dove persero la vita Mirko Montorfano, 20 anni di Figino Serenza, e Marilena Gilio, 17 anni di Novedrate, ha indagato sia il conducente, Davide Lo Bosco, sia il costruttore dell'auto (il responsabile polacco della fabbrica della Fiat in Polonia), sia il concessionario che vendette la vettura.
Ma il dubbio, soprattutto, è venuto a chi, la 500 Abarth, ce l'ha da due anni e che per quattro volte è stato costretto a portarla in officina - sempre in garanzia - per il malfunzionamento della frizione. E che per questo ha fatto causa alla Fiat, per un problema che sarebbe capitato anche ad altre persone. «Vi assicuro, non sono l'unico in queste condizioni - ha spiegato Patrick Zandonella Maiucco, trentino di Riva del Garda - Quando ho letto l'articolo che parlava della morte di questi due ragazzi, mi sono venuti i brividi. Non vorrei che anche a loro sia successo quello che è capitato a me». Anche se a Zandonella è andata decisamente meglio. «Mi trovavo sull'autostrada, quando in pratica si è bloccato il pedale della frizione. Non è stato più possibile cambiare e sono arrivato in quarta marcia fino al casello dell'autostrada dove mi sono fermato e, aiutato dal casellante, sono riuscito a spingere la mia 500 Abarth per poi aspettare l'assistenza».
Auto in garanzia, ma il guasto si è ripetuto per quattro volte. Da qui la decisione di fare causa, ovviamente distinta dall'indagine per la morte di Mirko e Marilena. Le verifiche della Procura di Lecco riguarderanno tutto il veicolo, compresa anche la frizione. Non è detto che sia stato un eventuale malfunzionamento dell'auto a causare l'incidente. I dubbi restano. Almeno fino alla conclusione dell'inchiesta.

r.foglia

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