Ndrangheta, uomini dello Stato
al pranzo assieme a Scarface

Dagli atti del clamoroso arresto dell'imprenditore menaggino accusato di associazione mafiosa spunta un incontro con un personaggio chiacchierato in un ristorante di Carlazzo. Intanto il socio di Mandelli commenta: «Non riesco ancora a credere che possa essere coinvolto in vicende di mafia»

CARLAZZO Spunta pure un pranzo d'affari alla presenza di un personaggio al confino e a graduati dei carabinieri e della guardia di finanza, dagli atti di accusa che hanno portato al blitz contro il clan Valle e i suoi presunti complici. A raccontare di quel pranzo il comasco finito, suo malgrado, nelle mani della famiglia reggina a cui aveva chiesto un prestito di 20mila euro. Agli inquirenti l'uomo racconta di un «pranzo di lavoro» in un ristorante di Carlazzo a cui ha partecipato nel 2005, prima di conoscere suo malgrado Fortunato Valle. A quel pranzo, stando al racconto del testimone, erano presenti oltre a esponenti delle fiamme gialle e dei carabinieri, anche Adolfo Mandelli e un uomo «di origine napoletana, con una grossa cicatrice sul viso». Quell'uomo, almeno secondo quanto riferì Mandelli al testimone, era «un confinato». E la cicatrice «se la procurò in occasione di un attentato nel quale morì il fratello».
Intanto l'arresto di Adolfo Mandelli continua a suscitare stupure. Incredulo è il socio, Angelo Sala: «Sono il primo a essere sbalordito. Con me si è sempre comportato correttamente e non mi è mai nemmeno capitato di vederlo in compagnia di persone sospette o poco raccomandabili. Non riesco ancora a credere - conclude Sala - che possa essere coinvolto in vicende di mafia».

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