Mercoledì 14 Luglio 2010

Le regole anti rumore non bastano
Giovani scatenati lontano dai bar

L'ordinanza su “L'Orario delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, dei locali di pubblico intrattenimento e delle sale pubbliche da gioco” è entrata in vigore il 22 giugno scorso, una settimana fa sono scaduti i termini per consegnare gli “atti di impegno” da parte dei gestori che intendono prolungare l'orario della propria attività oltre a quello previsto (che è dalle 7 alle 24 nei giorni settimanali tranne venerdì e sabato dove si estende automaticamente fino all'una di notte), fino alle 2. In mezzo è trascorso il primo weekend “a norma”, il primo settimana “scaccia movida” e l'unica cosa su cui tutti continuano a essere d'accordo è che il termine “movida” serve per riassumere ma non è adeguato alla situazione che è tutt'altro che allegra e spensierata. I locali che hanno consegnato, non senza qualche titubanza e perplessità, l'atto di impegno sono  “una sessantina” secondo quanto comunicato da Palazzo Cernezzi. Qualcuno ha approfittato anche per fare qualche personale test: un bar del centro tra i più frequentati dai giovani non ha chiesto di poter restare aperto fino alle 2 per la prima settimana. Risultato: «Ho messo in banca mille euro in meno - afferma il titolare che lasciamo anonimo visto che si parla dei suoi soldi - Conti alla mano sono 50mila in meno all'anno. Non esiste: devo prorogare fino alle 2 per forza per tutelare l'attività e tutto il personale». Le perplessità sono emerse in tutta la loro gravità durante l'incontro, propiziato da Confcommercio, tra l'associazione, l'assessore al commercio Etta Sosio, il prefetto di Como Michele Tortora e una folta rappresentanza dei titolari che hanno sottolineato le discrepanze dell'ordinanza. Soprattutto, è stato affermato da più parti, i controlli delle forze dell'ordine sono rivolti unicamente ai bar stessi che devono mostrare di avere tutto in regole mentre, a pochi metri, i ragazzi rumoreggiano senza che nessuno possa fare niente. E, a giudicare da quanto abbiamo potuto vedere con i nostri occhi in queste notti, i giovani casinisti sanno di essere pressoché impuniti, e se ne beano. Non bisogna, però, generalizzare: tantissimi ragazzi si limitano a sostare, numerosi, senza urlare né agitarsi troppo. In questo caso è proprio il loro numero, il brusio delle loro voci che si sommano, a far scattare i nervi dei residenti. Ma in tanti altri casi c'è una forma di programmatica degenerazione che aumenta ora dopo ora. Nella notte tra lunedì e ieri mattina alcuni si sono quasi scannati in via Garibaldi, almeno a giudicare dalle urla e dalle corse forsennate. L'aspetto più interessante, anche da un punto di vista sociologico, è quello che riguarda la nascita di un nuovo crocevia d'incontro, esattamente tra via Lambertenghi e via Diaz: chiudono i locali di quelle strade, quelli di piazza Mazzini e, alle 3 del mattino, quel luogo raccoglie tutti quelli che proprio non vogliono saperne di andare a letto.
Alessio Brunialti

p.berra

© riproduzione riservata