Clooney resta: non è finito
l'amore con Laglio

Spinto dalla ridda di voci, a quanto pare infondate, il divo esce dal silenzio del buen retiro comasco per smentire, attraverso il suo portavoce, il trasloco da Como. La conferma arriva dal notaio tirato in ballo dal settimanale "Oggi" per la vendita di villa Oleandra

LAGLIO L'amore tra Clooney e Laglio non è finito, quello con la Canalis tiene in grande stile, ma di fiori d'arancio, per ora, non si parla. Spinto dalla ridda di voci, a quanto pare infondate, il divo esce dal silenzio del buen retiro comasco per smentire, attraverso il suo portavoce, il trasloco da Como e il matrimonio con la fidanzata, dato per imminente dai siti internet e dai media di mezzo mondo.
Il turismo lariano può tornare a sorridere: George nega la vendita di villa Oleandra e dichiara pure di non aver al momento nessuna intenzione di sposarsi. La love story con l'ex velina, costellata, tra le scaramucce, di baci e coccole, non prevede un anello simile alla fede. Ely, sopresa a pronunciare spesso in pubblico la parola «amore», sembra avere tutte le carte in regola,  però dovrà pazientare.
L'equivoco delle nozze forse è nato da voci che danno per certa, il prossimo 29 luglio, una cerimonia intimissima sul lago di Como organizzata dall'attore, che ha prenotato in esclusiva un noto locale, mettendo in allarme i media.
Il ricevimento risulta a oggi confermato ma, dopo le dichiarazioni di Clooney, si rafforza l'idea che a festeggiare sarà un amico di Hollywood.
Non si capisce invece come sia nato l'imbroglio riguardante la vendita di Villa Oleandra. Il primo a stupirsi è proprio Salvatore D'Avino, notaio milanese con studio sotto la Madonnina, tirato in ballo dal settimanale «Oggi». «Chissà da dove è saltato fuori questo can can mediatico - dice ridendo al telefono - Nel mio ufficio non abbiamo fatto nessun atto, per deontologia non dovrei nemmeno parlarne, tutto quello che succede viene tenuto ben segreto, ma la situazione è così grottesca che sconfina dall'ambito professionale».
Chiarisce, invece, come è uscito l'accostamento ai presunti acquirenti del complesso di Laglio, discendenti da un'aristocratica famiglia con radici in Brianza. «Forse dal fatto che conosco da tanto tempo il conte Besana di Sirtori. Siamo molto amici e ci frequentiamo spesso. Ha mezzi e interessi nella finanza, ma non credo che una simile operazione gli sia mai passata per la testa: un'altra bufala al 90%».

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