Lunedì 26 Luglio 2010

Fumata nera per l'anagrafe
Adesso si tenta con il piano B

Nuovo Sant'Anna, riesplode il “caso anagrafe”. Sembrava ormai tutto risolto, con l'accordo tra i sindaci di Como, San Fermo e Montano Lucino e la lettera inviata al ministero dell'Interno per chiedere di «promuovere ogni utile iniziativa affinché la questione venga disciplinata come concordato». Il Comune capoluogo si sarebbe occupato di tutte le pratiche e i documenti dei bimbi nati al Sant'Anna bis avrebbero riportato la dicitura «nato a Como», sebbene l'ospedale sorga sul territorio di San Fermo. Ma ieri mattina la riunione del collegio di vigilanza si è conclusa con una fumata nera: nessuna risposta dal ministero e così ora si passa al “piano B”. Oggi stesso i sindaci di Como e San Fermo, Stefano Bruni e Pierluigi Mascetti, con i rispettivi tecnici, si incontreranno per mettere a punto una soluzione alternativa. «L'obiettivo - spiega Mascetti - è siglare una convenzione provvisoria, per scongiurare il rischio di non poter aprire il nuovo ospedale». Si corre ai ripari, insomma, cercando di porre rimedio a un problema che si trascina ormai da mesi. «Se poi arriverà il via libera del Viminale, ne saremo felici - continua Mascetti - Ma dobbiamo avere un'alternativa pronta». Alternativa che, stando a una prima bozza, dovrebbe prevedere la dicitura «nato a San Fermo della Battaglia» sulle carte d'identità di chi verrà alla luce al Sant'Anna, mentre sarebbe il Comune di Como a gestire le pratiche (magari a distanza, via computer), lasciando agli uffici di San Fermo solo l'ultimo via libera formale.
Bocciata per l'ennesima volta da San Fermo l'ipotesi di una modifica dei confini, si spera in un'intesa in tempi rapidi: «L'atteggiamento di Bruni è collaborativo e credo che non ci saranno problemi almeno per questo accordo tampone - conclude Mascetti - Dobbiamo fare in fretta, perché il trasloco si avvicina e la convenzione deve passare dai due consigli comunali». Non si esclude, intanto, la possibilità di formulare in modo diverso la proposta da sottoporre al ministero dell'Interno, per aumentare le possibilità di una risposta positiva. I tecnici sono al lavoro, mentre l'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, ha assicurato che intende attivarsi personalmente per sensibilizzare il Viminale sulla questione.
Mi. Sa.

a.savini

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