Sabato 07 Agosto 2010

Lavori e ritardi
l'estate nera dei pendolari

COMO Il primo giorno non si sono preoccupati, il secondo hanno iniziato a insospettirsi, il terzo si sono innervositi. Adesso è trascorsa una settimana e i pendolari comaschi che utilizzano le Ferrovie Nord (tutti le chiamano ancora così, anche se la società che gestisce il servizio è diventata Trenitalia-LeNord) hanno perso la pazienza. I ritardi sulla line Milano-Como sono diventati, infatti, una costante. E la cosa stupisce ancora di più visto che, in agosto, il numero dei viaggiatori cala e solitamente non si registrano disagi. Quest'anno la situazione è molto diversa, come raccontano i comaschi che - per motivi di lavoro - anche in questo periodo si spostano utilizzando il treno. Non passa giorno senza che l'attesa in stazione si prolunghi più del previsto e non di rado (documentazione fotografica alla mano) i tabelloni segnalano ritardi superiori al quarto d'ora. Prendendo in considerazione l'ultima settimana si scopre che tre volte il ritardo è andato persino oltre i 20 minuti (su una durata complessiva del viaggio che supera di poco l'ora): in due casi è toccato al treno partito alle 10,35 da Milano Cadorna (23 minuti di ritardo due giorni fa e 21 minuti in una precedente occasione), un'altra volta è successo a metà pomeriggio. Ma i disagi sono “spalmati” lungo tutta la giornata e non mancano nemmeno dopo le nove di sera. Una situazione insolita: se è vero che i tempi di percorrenza sono rimasti gli stessi di qualche decennio fa, è altrettanto vero che, salvo casi sporadici, sulla linea Milano-Como i treni delle Nord non accumulano ritardi consistenti.
A che cosa è dovuto, allora, l'improvviso peggioramento del servizio? L'ufficio stampa di Trenitalia-LeNord ieri ha risposto accreditando la spiegazione ipotizzata dagli stessi pendolari: la colpa è dei lavori in corso per realizzare la nuova linea Saronno-Seregno. Lavori che, però, stando agli avvisi affissi nelle stazioni non avrebbero dovuto comportare ritardi. I cartelli si limitano infatti ad avvisare che, a partire dal 31 luglio (giorno in cui sono iniziate le segnalazioni dei ritardi), «i viaggiatori diretti a Como dovranno utilizzare i treni in partenza da Milano Cadorna con destinazione Varese-Laveno», visto che i treni Milano-Como «saranno soppressi» fino a Saronno. E  dovranno «occupare le vetture di coda», le uniche che proseguono per Como. In sostanza, pendolari comaschi e varesini sullo stesso treno fino a Saronno, dove il convoglio viene “spezzato”: le carrozze di testa vanno a Varese, quelle di coda a Como. Un meccanismo che resterà in vigore fino al prossimo 22 agosto in direzione Como (eccetto i treni delle 6,10, delle 9, delle 10 e delle 14 e quello delle 18,10 nei festivi), mentre i treni da Como per Milano non subiscono modifiche. Gli avvisi specificano, infine, che i treni da Cadorna partono al minuto 35 di ogni ora.
A dispetto delle previsioni, insomma, il cantiere a Saronno sembra ripercuotersi negativamente sulla linea comasca. Dalla società che gestisce il servizio ieri sono arrivate «le scuse» e la garanzia che tutto tornerà alla normalità dal 23 agosto, oltre a una sottolineatura: «I lavori sono stati programmati durante il mese di agosto, quando il traffico passeggeri si riduce fino a un terzo rispetto alla normale affluenza». Ma per chi viaggia anche in queste settimane, come Marco Butti (capogruppo del Pdl in consiglio comunale), sono guai: «Mercoledì sera - ricorda Butti - il treno delle 18,05 da Milano ha accumulato 25 minuti di ritardo». E ci sono disagi anche in direzione Milano: «Giovedì 35 minuti di ritardo per il treno partito da Como alle 7,16. Tutti furibondi, anche perché a Milano ci sono meno corse dei mezzi pubblici e si rischia di arrivare sul posto di lavoro davvero molto tardi».
Michele Sada

a.savini

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