Mercoledì 15 Settembre 2010

Morgan al Moa di Cernobbio:
"La musica cura la società"

Lasciamo tutto alle spalle, le polemiche scaturite da un'affermazione che, nella Top 10 delle “frasi che inguaiano una rockstar”, è al secondo posto superato solo da Lennon con “I Beatles sono più famosi di Gesù”. Lasciamo alle spalle anche i tre anni spesi a rendere X Factor una trasmissione dove si trattasse anche di musica oltre che di spettacolo. Indietro anche gli ultimi concerti, minimalissimi, solo voce e pianoforte, non sempre a fuoco. Il nuovo Morgan, che arriverà al Moa di Cernobbio venerdì per incontrare i ragazzi, incalzato dall'amico Davide Van De Sfroos, e per un atteso concerto che lo vedrà con i venticinque professori dell'Ensemble Symphony Orchestra di Massa Carrara diretta dall'inseparabile Carlo Carcano (che, da cernobbiese, gioca in casa). Lasciamo alle spalle certi temi scottanti: per Marco Castoldi, in arte Morgan, l'unica vera droga oggi è la musica: «Mi hanno spiegato questi progetti (Musica in rete e Moa, ndr). Trovo che siano bellissimi, molto utili perché la musica gioca un ruolo anche molto importante e positivo».
Perché?
A livello sociale la musica è aggregazione, a livello individuale è introspezione, crescita, richiede una grandissima concentrazione, ore di studio che, però, rispetto ad altre materie, danno un risultato talmente soddisfacente che fa bene all'anima, fa bene alla persone al contrario di quanto accade con altri studi.
Lì cosa avviene?
È sotto gli occhi di tutti: si può passare una vita a studiare una materia che ci appassiona e ci affascina, ma poi non si trova un lavoro, tutto quello studio viene disperso. È un'idea che mette malinconia. La musica, invece, al di là della possibilità di un lavoro, di un riscontro economico, provoca felicità e benessere, fa bene al cervello, ma anche al cuore. Si dovrebbe insegnare sempre, in tutte le scuole, non solo in quelle apposite, nei licei musicali o nei conservatori che restano delle importanti istituzioni, i luoghi migliori per imparare a suonare bene uno o più strumenti, però...
Però?
Ben vengano iniziative come questa, plaudo a una politica a favore della musica, che fa l'interesse di molti invece di quei pochi: la società si sta ripiegando, l'individualismo è esaltato ed esasperato, invece la musica è collaborazione, armonia.
Come avviene con un'orchestra. Un esperimento che nel rock ha qualche precedente illustre...
Sì, ma nel mio caso non vuole essere un appesantimento delle canzoni con la giustapposizione dell'orchestra. Sono pezzi nati così. So che può sembrare strano: quando uno compone in genere parte dall'intimismo della chitarra, del pianoforte. Io, invece, parto già con tantissimi elementi in testa che, finalmente, trovano uno sbocco in questi concerti.
Alessio Brunialti

c.colmegna

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