Venerdì 17 Settembre 2010

«Pensino ai muri di casa loro»
Lo scandalo un anno dopo

COMO È il 16 settembre del 2009. Innocente Proverbio, pensionato comasco, passeggia come tutte le mattine sul lungolago con il suo cane. Guarda, come al solito, dagli oblò che si aprono sul maxi cantiere delle paratie (iniziato nel gennaio del 2008) e si trova davanti... un muro di cemento (proprio quella mattina gli operai hanno tolto le forme che lo contenevano rendendolo quindi invisibile). Prende carta e penna e scrive a La Provincia per segnalare l'anomalia. A precisa domanda l'assessore alle Grandi opere, Fulvio Caradonna, si lascia sfuggire un vulcanico «pensino ai muri di casa loro». Da allora il calendario scorre: la mobilitazione, gli interventi di politici di tutti i colori e di tutti i livelli (ministri compresi), il giro del mondo del muro di Como e ancora i tentativi di giustificazione, le lotte politiche, i consigli comunali fiume, le richieste di dimissioni (l'unico che, a conti fatti, paga il pasticciaccio è proprio Caradonna, gli altri - dirigenti in testa - rimangono tutti al loro posto), i retroscena e le verità, i vertici urgenti, il cortocircuito tecnico, la pressione mediatica a tutti i livelli, i pellegrinaggi sul lungolago, le manifestazioni (che uniscono le giacche e le cravatte ai tamburi). Mesi di dichiarazioni e prese di posizione con un unico slogan: «Giù il muro». E per i politici l'imperativo è uno soltanto: il muraglione deve cadere prima delle elezioni regionali. E infatti il muraglione cade alle 9.58 del 24 febbraio. Il calendario scorre ancora e si arriva a esattamente 12 mesi dopo. Il muro non c'è più, ma della passeggiata non c'è neanche l'ombra. Le promesse di riapertura del tratto tra piazza Cavour e i giardini a lago parlano dell'estate 2011, ma tutto dipende dalla realizzazione del progetto vincitore del concorso di idee, ma non si conoscono i tempi, i costi e nemmeno chi li dovrà sostenere. L'ultima comunicazione ufficiale è datata pochi giorni fa e porta la firma del direttore dei lavori del maxi cantiere, il dirigente del Comune Antonio Viola. «I cittadini e i turisti - scrive - potranno godere della nuova passeggiata non prima della fine del 2012, anche se riteniamo possibile che la parte di passeggiata tra i giardini a piazza Cavour possa essere completata già entro l'estate del 2011. Lo stato dei lavori vede la "Fase A " (giardini di ponente - piazza Cavour) sospesa per essenza di lavori eseguibili, la fase B è in corso di esecuzione per la sola parte che va dalla darsena a viale Geno e si potrà proseguire verso piazza Cavour dopo il completamento e l'approvazione della perizia n. 2 (quella che dovrebbe includere anche i correttivi per evitare danni ai palazzi, ndr) e dopo l'entrata in esercizio dei pontili 4 e 5, ormai imminente, che consentirà la demolizione dei pontili 1 e 2». Lo stesso Viola parla di «un avanzamento a tratti a singhiozzo a causa dei noti eventi dell'anno 2009 (che hanno portato al riesame e alla sostanziale variazione del progetto» e dice anche per gli arredi della passeggiata «non è al momento possibile definire costi ed enti finanziatori». Come se non bastasse i tre progettisti chiedono al Comune 200mila euro e il sindaco è pronto, se si arriverà agli avvocati, a contestare loro tutti i guai del progetto. Insomma, un anno dopo il muro, i punti interrogativi sono ancora parecchi. E Innocente Proverbio, ogni mattina, passeggia sul lungolago con il suo cane. Non certo sulla nuova passeggiata.
Gisella Roncoroni

p.moretti

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