Sabato 25 Settembre 2010

Canzo, a 9 mesi dalla frana
ancora proprietà inaccessibili

CANZO - Dopo nove mesi il masso stimato in 150 tonnellate staccatosi sopra via Laguccio fa ancora paura. Se non proprio il grosso pezzo di roccia, tutta l'area attigua allo scivolamento del materiale ritenuta instabile, tant'è che il magazzino che si trova sulla direttrice e tutti i terreni vicini risultano tutt'ora inagibili. Si tratta di otto proprietà inaccessibili, in via Laguccio e De Gasperi, in attesa – recita l'ordinanza affissa all'albo pretorio – della messa in sicurezza del sovrastante versante.
Quanto accaduto in questa zona di Canzo è ormai risaputo, il 26 dicembre una parte rocciosa si è staccata dalla montagna scivolando a valle fermandosi su di un terrapieno, il 31 dicembre causa l'instabilità della montagna, due famiglie che si trovavano in questa via sono state evacuate, otto persone in tutto. I Brancato e i Locatelli sono stati spostati in due abitazioni: una a Canzo, messa a disposizione da un componente della giunta, e una ad Asso sopra la sede della Croce Rossa nella struttura del municipio.
Le famiglie sono rientrate, ma a tutt'oggi il magazzino e i terreni sono inagibili: «Stiamo facendo i rilievi geologici su di un ampio tratto, che parte dall'area sotto la frana di dicembre e arriva fino alla zona Castello – spiega l'assessore ai lavori pubblici Paolo Creatini -. In particolare le valutazioni vogliono capire se serva variare, ampliare, la fascia di rispetto ai piedi della parete verticale e se i sistemi utilizzati per mettere in sicurezza il tratto siano sufficienti».
Si vuole insomma capire come operare, se l'intervento già eseguito può bastare: «Dopo aver permesso il rientro nelle rispettive abitazioni delle due famiglie non c'è eccessiva fretta – continua Creatini -. I terreni sono quelli più direttamente sulla linea della frana staccatasi a dicembre, ma non sono edificati. Le valutazioni sono in corso, e come già detto per questi appezzamenti si è tolta la possibilità di edificare. Finiti i sopraluoghi e ricevuta la relazione del geologo vedremo come muoverci».

m.schiani

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