Giovedì 07 Ottobre 2010

Il progetto di risanamento del lago
scompare dalle priorità regionali

COMO Il progetto Pumping System, nell'ambito del programma Plinius per il risanamento del lago di Como, è scomparso dalla programmazione regionale. Lo dicono le carte relative al nostro territorio del piano regionale di sviluppo, approvato in consiglio il 28 settembre scorso: nella versione originaria, presentata a Como a giugno e ai consiglieri per la discussione, a pagina 4 stava scritto: «Si fa riferimento alla necessità di completare il progetto Pumping System (Plinius) conseguendo l'obiettivo di garantire la piena balneabilità dell'intero primo bacino del lago». Nella versione approvata, con emendamenti introdotti dallo stesso assessore all'ambiente, all'energia e alle reti, Marcello Raimondi, Pdl, un tratto di penna cancella le parole «completare il progetto Pumping System (Plinius)». La frase diventa: «Si fa riferimento alla necessità di conseguire l'obiettivo di garantire la piena balneabilità dell'intero primo bacino del lago».
Va dunque in archivio un progetto spuntato cinque anni fa e che proprio nell'ottobre 2006 era stato sperimentato? «Nessuna archiviazione – premette Giorgio Pozzi, consigliere regionale comasco Pdl – ma le risorse, per i tagli praticati dalla Finanziaria, si restringono e la compatibilità delle azioni dev'essere verificata. Perciò il progetto sarà riesaminato, all'interno di tutti gli interventi necessari per il risanamento del lago e della loro priorità». Il sistema si avvale di miscelatori da 4,6 kw, posizionati a 1,5 metri di profondità (il diametro dell'elica è di 2,5 metri). Spingono verso il fondo del lago le acque superficiali contaminate, accelerando l'eliminazione degli inquinanti. A 20 metri di profondità, infatti, non arrivano le radiazioni solari che favoriscono fitoplancton e microorganismi. Non solo, ma i miscelatori creano correnti e controcorrenti che rimescolano le acque. Oggi, il ricambio dura più di 10 anni; con un miscelatore, 10 giorni, con 6 miscelatori, due-tre giorni e il test dell'ottobre 2006 con un solo miscelatore, agganciato ad una chiatta, aveva abbattuto il 33% degli inquinanti. Capofila del progetto da 4 milioni di euro, il centro di cultura scientifica Alessandro Volta, con l'Istituto europeo di ricerca sulle acque. Proposto dal Centro di ricerca per l'acqua dell'Università di Perth (Australia), il Pumping system è sostenuto da Comune, amministrazione provinciale, Camera di Commercio, Fondazione Cariplo e Regione. Ora la Regione si è defilata? «Non si defila affatto», rassicura il consigliere regionale comasco Dario Bianchi (Lega), al quale interessa:«il risanamento di tutto il lago – precisa – e non solo del primo bacino». A maggior ragione, dunque, quel tratto di penna è deludente. «Apre invece ancora di più le prospettive – sottolinea Bianchi – perché la visione d'insieme dev'essere più ampia: comprende i miscelatori, ma anche fognature, collettamenti, depurazione. Il risanamento del lago resta un obiettivo: le azioni per raggiungerlo vanno approfondite». Luca Gaffuri, consigliere regionale comasco e capogruppo Pd, annuncia un'interrogazione per verificare le reali intenzioni della Regione. «Un tratto di penna non solo sul Pumping system – osserva – ma anche sulla cittadella sanitaria al Sant'Anna, per esempio. Per quanto riguarda il nostro territorio, tutto è ridotto ad un problema di infrastrutture stradali. Chissà dove sono finite l'economia e l'ambiente». Per l'ambiente del lago, il Pumping System sembrava fondamentale. «La Regione vuol verificare ancora questo progetto? – chiede Gaffuri – Sarebbe interessante sapere che cosa vuol verificare nel presente e nel futuro, a quattro anni dalla sperimentazione e ad almeno sei da quando si è cominciato a parlare del progetto Plinius, con l'accordo degli enti e delle categorie economiche e sociali comasche».
Maria Castelli

a.savini

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