Sabato 16 Ottobre 2010

Cantù, ora il Pdl si divide
anche sull'omaggio a Silvio

CANTU' - Voleva essere l'occasione per ribadire che il Pdl canturino è unito, una sorta di simbolo di pace. Ed è finita con il capogruppo in consiglio comunale, Ciro Cofrancesco, che ha praticamente dichiarato guerra. O quantomeno, non ha lasciato dubbio alcuno sul fatto che i cosiddetti "rinaldiniani", a Cantù, guardino allo strappo all'interno del Pdl da parte di sei consiglieri e tre assessori provinciali che hanno costituto il gruppo Autonomia Comasca con qualcosa di più di semplice interesse. E che la loro mancata firma sul documento di solidarietà inviato al coordinatore provinciale Alessio Butti l'altro giorno, non era proprio un caso. Convocati, i pidiellini cittadini, ieri mattina nella sede del partito, dove l'assessore alla Sicurezza Andrea Lapenna ha mostrato ufficialmente un'opera piuttosto particolare e canturina che di più non si potrebbe: il simbolo del Popolo della libertà realizzato in merletto. Punto intero e punto rete, per chi se ne intende. Presenti assessori - Umberto Cappelletti, Massimo Cappelletti, ma non il rinaldiniano da sempre Maurizio Farano - la coordinatrice cittadina Paola Sala, qualche militante. «Ho voluto realizzare questo pizzo - ha spiegato Lapenna - per dimostrare la nostra vicinanza al presidente Silvio Berlusconi e per ribadire che, escluso qualcuno che pare aver minacciato scelte diverse, siamo un gruppo unito».
Voleva dimostrare, Lapenna, «che siamo con il partito e con i vertici, a partire dal coordinatore provinciale Butti». Ma non ha potuto nemmeno finire di pronunciare il suo nome, neanche fosse un anatema, che Ciro Cofrancesco se n'era andato parecchio indispettito. A conferma di quanto ripetuto in questi giorni: se a livello cittadino tutti dichiarano di voler procedere uniti, per arrivare a fine mandato e fare argine alla metà leghista della maggioranza, il malumore a quelli superiori, per il ruolo ritenuto negletto della città e la lamentata mancanza di democrazia, è altissimo e palese. Il che pare non escludere più nessun orizzonte, a questo punto.
Andrea Lapenna, da parte sua, ha avuto l'idea di questo omaggio a Berlusconi dopo l'aggressione subita dal premier in dicembre. A darle forma, le dita esperte di Flavia Tagliabue di Accademia Merletti, con 290 ore di lavoro, parecchie svolte quest'estate in Riviera, e nessun intento ideologico, sottolinea. Tanto che se qualche altro movimento vorrà contattarla lei si dice disponibile e «la procedura è facile: preventivo, lavoro eseguito, fattura emessa», ride. L'obiettivo è riuscire a consegnare l'opera al destinatario del dono, e per farlo Lapenna si sta muovendo. Chiedere al deputato Antonio Palmieri per credere.

f.cavagna

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