Lunedì 18 Ottobre 2010

Il Pdl di Cantù resta unito
Almeno per finire il pgt

CANTU' «Il fermento, nel partito, c'è sempre stato e non mi fa paura. Basta che non resti sotterraneo».
Auspicio, quello della coordinatrice canturina del Pdl Paola Sala, che al momento pare essere accontentato, visto che anche in città non mancano frondisti vicini al consigliere regionale Gianluca Rinaldin, che guardano con interesse e coinvolgimento alla scelta dei fuoriusciti dal Popolo della libertà di Villa Saporiti che hanno costituto il gruppo Autonomia Comasca. C'erano anche loro, in testa il capogruppo in consiglio Ciro Cofrancesco e l'assessore al bilancio Maurizio Farano, l'altra sera a Villa Gallia, a Como, per l'incontro con un centinaio di amministratori rinaldiniani autoconvocatisi.
E non sono mancati, dall'altra parte, i sostenitori anche canturini del coordinatore provinciale Alessio Butti, vedi, tra gli altri, gli assessori Umberto Cappelletti e Andrea Lapenna. «Mi sembra tutta una questione di potere – dice Paola Sala – un voler marcare il territorio che porta qualcuno ad avere reazioni ben poco equilibrate».
Di fronte agli sconquassi comaschi Cantù, pur con i suoi screzi, finora è parsa un'oasi pidiellina felice, e ancora oggi tutti – frondisti e non – dichiarano di voler arrivare alla fine del mandato marciando uniti per cogliere gli obiettivi prefissati, a partire dall'approvazione del piano di governo del territorio, tanto più che «buttare via ora tutto il lavoro fatto sarebbe davvero un enorme sbaglio», sottolinea Sala.
E a tenere unite le truppe, all'ombra di San Paolo, è anche l'eterno burrascoso rapporto con l'altra metà della maggioranza, la Lega, che sul pgt finora ha messo il proprio marchio e che di queste baruffe non potrà che avvantaggiarsi.

r.foglia

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