Butti difende Bruni
e attacca la Lega

Dice che il sindaco Stefano Bruni ha bacchettato le categorie «in modo improprio», lo giustifica per quanto sta succedendo in città e lo invita a costituire un minitavolo di confronto. È questo, in estrema sintesi, il contenuto di una lettera aperta indirizzata alla città dal coordinatore provinciale del Pdl, il senatore Alessio Butti.

COMO - (gi. ro.) Dice che il sindaco Stefano Bruni ha bacchettato le categorie (in primis industriali e artigiani) «in modo improprio», lo giustifica per quanto sta succedendo in città, attacca la Lega Nord (in particolare l'assessore al Verde Diego Peverelli) e lo invita a costituire un minitavolo di confronto proprio con le categorie. È questo, in estrema sintesi, il contenuto di una lettera aperta indirizzata alla città dal coordinatore provinciale del Pdl, il senatore Alessio Butti. Butti dice che le critiche sterili non servono: «Ho partecipato a tutte le assemblee delle categorie lariane ascoltando relazioni severe nei confronti della politica locale e talvolta anche nazionale. Giudizi dispensati in modo asimmetrico sul territorio, durissimi sul Comune di Como, lievi su altri enti non meno responsabili della lenta e difficile crescita del comprensorio comasco». Poi dice che Bruni ha risposto «in modo improprio» alle critiche delle categorie, ma aggiunge subito: «Ma ritenere il sindaco unico responsabile del brutto momento che la città sta attraversando è quantomeno ingeneroso stante la condizione politica nella quale egli lavora da tempo e la situazione economica». Lancia una proposta proprio al primo cittadino, cioè l'attivazione «di un mini tavolo convocando con frequenza costante i vertici delle categorie». Cita il pasticcio Ticosa che è «su un binario morto complice una nutrita pattuglia di consiglieri comunali (si riferisce ai liberal del Pd, alla Lega e all'opposizione, ndr) che ha manipolato "quella famosa delibera" ingenerando timore nella società Multi». E cita il "muro": «Certamente l'errore commesso con la costruzione del famigerato "muro" è stato pesante, ma qualcuno ha pagato e soprattutto l'amministrazione ha cercato di porvi rimedio, anche se tardivamente. Grave, non c'è dubbio, ma l'errore umano, sul quale vi è indulgenza ovunque, non è concesso all'amministratore? E il consiglio comunale, che ha poteri di indirizzo e controllo, dove era? Possibile e corretto scaricare tutto sulle spalle del sindaco?». Il senatore dice che non si «tratta di una difesa d'ufficio», ma di un'analisi «obiettiva». Punta il dito contro il Carroccio e contro l'assessore Peverelli: «Poi è vero tutto, il verde pubblico è un disastro, la città è sporca (è forse colpa del sindaco o c'è un assessore delegato?)».
E invita ad abbassare i toni, a ridurre le polemiche, e alla comprensione

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