Inverigo: 2 milioni al Comune
La Victory chiede di pagare a rate

Se verrà trovato l'accordo la prima tranches potrebbe essere versata già prima di Natale - Il sindaco Bartesaghi: "Positiva disponibilità. Abbiamo dato mandato al legale di trattare"

INVERIGO  Stabilito che deve tornare nelle casse del Comune, quel tesoretto, resta da stabilire il come e il quando. E se accetterà di venire pagato a rate, quel quando potrebbe arrivare prima di quanto si pensi, prima della fine dell'anno.
Due milioni di euro non sono poca cosa, e anche all'immobiliare Victory, evidentemente, farebbe comodo poter dilazionare la restituzione al municipio. Tanto che una proposta in tal senso è già stata avanzata dall'avvocato Lorenzo Spallino, il legale dell'amministrazione comunale.
Nelle scorse settimane, infatti, il tribunale di Como si è espresso a favore del Comune di Inverigo, stabilendo che i due milioni di euro versati alla Victory come risarcimento per i mancati guadagni negli anni scorsi devono venire restituiti all'amministrazione, devono venire restituiti alla cittadinanza inverighese.
A stabilirlo, l'ordinanza del giudice Paolo Negri Della Torre che di fatto concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto all'immobiliare milanese e che quindi intima a quest'ultima di rendere la somma che il Comune non avrebbe dovuto sborsare, senza attendere l'esito del ricorso che questa ha presentato in Cassazione.
«Il nostro legale ha contattato la società - conferma il sindaco Alberto Bartesaghi - e da parte di quest'ultima ha avuto una risposta conciliante, proponendo un pagamento rateale della somma». Un fatto positivo, dopo la grande soddisfazione per il provvedimento del tribunale di Como che ha dato ragione all'amministrazione perché, si legge nel documento, non ci sono prove tangibili della fondatezza della pretesa dell'ex immobiliare mentre «è pacifico che il convenuto abbia versato somme di cui ora chiede la restituzione». Si temeva un irrigidimento da parte della ex proprietà dell'area Victory che avrebbe allungato ancora i tempi. Invece pare che le cose prendano una piega differente: «Abbiamo dato mandato all'avvocato Spallino - prosegue il primo cittadino - per procedere con gli incontri definitivi. In linea di massima c'è questa disponibilità, che potrebbe significare vederci corrisposta una prima rata già entro il 15 dicembre. Ma la trattativa è ancora aperta, e per stabilire dettagli e tempistiche dobbiamo ancora attendere». Non troppo però - tanto più nell'ambito di una vicenda che si trascina da qualcosa come quarant'anni - visto che entro dieci giorni circa si dovrebbe giungere alla definizione - o meno - dell'accordo. Quei due milioni, quattro miliardi di vecchie lire, vennero versati come indennizzo tra il 2005 e 2006, ma nel novembre del 2008 la Corte d'appello di Milano ha emesso e la sentenza che ha sancito che da parte dell'amministrazione nulla era dovuto di quei 41 milioni di euro che l'immobiliare esigeva per i mancati guadagni conseguenti alla risoluzione della convenzione del 1966. Imponendone quindi la restituzione.

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