Mercoledì 22 Dicembre 2010

Como, c'è la voglia
di lista civica

COMO Manca un anno e mezzo alle elezioni amministrative e puntuali riesplodono le voglie di lista civica. Voglie rese ancora più attuali dall'eventalità - tutt'altro che remota - di politiche anticipate a primavera, che potrebbero determinare un effetto domino su scala provinciale nel caso in cui le sirene romane suonassero per Leonardo Carioni o Stefano Bruni. A rilanciare il dibattito, ieri, è stata la lettera dell'avvocato Luigi Fagetti e del professor Angelo Palma, che ha certificato ancora una volta il malumore della cosiddetta "società civile" nei confronti dei partiti e, in particolare, del centrodestra, che governa ininterrottamente la città dal 1994. Fagetti e Palma denunciano che «è venuto meno il collegamento tra società e istituzioni» e che l'amministrazione Bruni ha mancato «quasi tutti gli obiettivi» che si era prefissata, paventando il rischio di «altri due anni di assopimento e tirare a campare». Di più. «La città - aggiungono - non può più permettersi altre inefficienze e ritardi, né limitarsi a denunciare, criticare, stigmatizzare». Quindi invitano i cittadini a tornare protagonisti, per fermare il declino diComo. Forse non sarà il manifesto di una lista civica, ma poco ci manca. Bruni, considerato il prestigio dei due personaggi (e per togliersi dal mirino di un fuoco che evidentemente ritiene "amico"), ha risposto a stretto giro di posta: «Accolgo con vivo piacere l'appello affinché la società civile si faccia avanti mettendo in campo un'aggregazione di persone di valore». Non solo. Da sindaco uscente (a oggi non più candidabile) si dice disponibile «ad avviare un percorso con chi vorrà mettersi a disposizione per progettare il futuro di Como», pur ritenendo che non «sia possibile prescindere dai partiti né tanto meno essere contro». Come dire: va bene la lista civica, meglio ancora se... del sindaco, ma scordatevi di mettere all'angolo i partiti. Eppure il malumore nei confronti della politica - soprattutto del centrodestra di governo, ma che non ha risparmiato neppure il Pd - ha conosciuto in questi anni un crescendo inarrestabile, che ha raggiunto il culmine proprio negli ultimi mesi. Se consegnamo alla storia politica della città la meteora di Como per Como, nel centrosinistra non possiamo certo dimenticare la vicenda ultradecennale di Paco (che però non è andata oltre una dignitosa "testimonianza"), quella di Lavori in corso (nata a Cantù, ma che sta lavorando sotto traccia per presentarsi su scala provinciale nel 2012) e di "Per Como", che si è presentata come lista d'appoggio a Gaffuri nel 2007, ma potrebbe tornare come civica a tutto tondo nel 2012, smarcata dal Pd, dopo aver guadagnato credibilità in questi anni con Roberta Marzorati e Mario Molteni. Ma è il centrodestra ad essere più frequentemente animato da sussulti e lacerazioni: emblematica la diaspora dal Pdl in Provincia, dove è nata Autonomia Comasca, e inComune, dove Autonomia liberale per Como (mix tra alcuni liberal pidiellini e gli ex "Liberi per Como" Lionetti e Bottone) non ha saputo sfruttare l'occasione di dare la spallata decisiva a Bruni. Se la prima sembra intenzionata ad andare fino in fondo, presentando un candidato alle provinciali (più Polledrotti che Galli), l'altra è a un bivio: sparire (ha già perso Pastore, diretto verso Fli, e Buono è sul punto di rientrare nel Pdl) o federarsi con i "cugini" diVilla Saporiti. Da ultimo uno dei protagonisti assoluti degli ultimi mesi: Alessandro Rapinese. In rotta con Area 2010 (il cui futuro è incerto), ha già fondato un'associazione fatta a sua immagine e somiglianza, "Adesso Como". Movimentista per carattere, di area moderata per natali, anche Rapinese è in cerca di una leadership da piazzare a cuneo tra centrodestra e Pd. Guardando al passato verrebbe da dire che non ce la faranno mai. Probabilmente sarà così anche questa volta, ma l'uscita diFagetti e Palma significa che il malumore in città ha davvero raggiunto il livello di guardia.
Emilio Frigerio

p.moretti

© riproduzione riservata