Giovedì 13 Gennaio 2011

Le paratie dovevano essere finite
Cantiere al palo e senza certezze

COMO - Il primo dei 1085 giorni di lavoro del maxi cantiere delle paratie è stato il 7 gennaio del 2008. Calendario alla mano, da una manciata di giorni, la grande opera avrebbe dovuto essere conclusa (tutti e tre i lotti) e la città avrebbe un lungolago completamente nuovo.
Invece il primo lotto (dai giardini a lago a piazza Cavour) è bloccato nelle stesse condizioni da un anno: il muraglione è stato abbattuto alla fine di febbraio e, da allora, non si è mosso più nulla (ad eccezione dei pontili per la navigazione). Il destino del primo tratto era stato affidato al concorso di idee che avrebbe dovuto individuare un progetto per rilanciare l'immagine della città dopo lo scandalo del muro. Concorso che il sindaco Stefano Bruni definì «occasione storica per la città di Como. Formigoni ha avuto una grande intuizione. Questo concorso non sarà limitato agli arredi, ma avrà un respiro più ampio. Rappresenta una grande occasione per la città e consentirà di qualificare non solo l'area direttamente interessata dalle paratie, ma l'intera fascia che va da Villa Olmo a Villa Geno».
Le idee degli architetti sono state inviate e vagliate ed è stato anche individuato il vincitore (Cino Zucchi), ma il suo progetto non sarà realizzato poiché è stato bocciato dalla Soprintendenza che ha ravvisato il rischio di ulteriore oscuramento visivo. E oltre a questo non c'è un euro disponibile per la realizzazione. Da Palazzo Cernezzi non hanno più chiarito come intendono procedere. In consiglio comunale è stata presentata una mozione per chiedere al sindaco di riaprire il primo lotto prima dell'estate, ma ancora non è stata discussa.
Punto di domanda anche per il secondo lotto (da piazza Sant'Agostino a piazza Cavour): i lavori vanno avanti, ma c'è l'incognita della stabilità dei palazzi affacciati sul lungolago con il Comune che, su indicazione della Regione, ha commissionato una serie di studi ulteriori. Anche sul destino di questa fetta di lungolago non si sa più nulla: a Palazzo Cernezzi informalmente hanno fatto sapere che è questione di poco per avere la decisione definitiva, ma fino ad oggi non ci sono certezze. I lavori aggiuntivi per il sostegno dei palazzi saranno inseriti in una nuova perizia di variante dai costi ancora incerti e comunque di qualche centinaia di migliaia di euro almeno. Il tratto di strada è stato completamente transennato con le palizzate in legno (nella parte verso piazza Cavour sono state pure tolte le finestre trasparenti che consentivano di vedere gli operai al lavoro).
Nemmeno avviati i lavori del terzo lotto, che riguarda la striscia davanti al salotto buono: che lì la passeggiata attuale sarà allargata e le paratie saranno mobili e saliranno automaticamente tra una serie di piloni disposti a intervalli regolari. Per tutto il resto dei lavori, invece, il lago non sarà più bloccato attraverso meccanismi meccanici (come prevedeva il progetto originario, con il muro incluso), ma semplicemente con l'utilizzo di panconi (barre in acciaio) da posizionare manualmente ad ogni possibile esondazione.
Ma quando si potrà passeggiare sul nuovo lungolago? Nessuno lo sa con certezza e il rischio della quarta estate con le palizzate dappertutto è più reale di quanto possa sembrare. Tempi definitivi non li sanno nemmeno a Palazzo Cernezzi.
Gisella Roncoroni

p.berra

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