Venerdì 11 Febbraio 2011

Amianto in Ticosa,
il Tar se ne accorge ora

COMO Paradossi della giustizia. I giudici del Tar, nei giorni scorsi, hanno emesso un'ordinanza realtiva a una controversia vecchia di tre anni e mezza e che riguarda i rifiuti della Ticosa, ormai scomparsi, e la Perego Strade, fallita e travolta da un'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta. Oggetto del contendere lo smaltimento dell'amianto presente tra le macerie della Ticosa e l'ordine del sindaco alla Perego Strade (siamo nel luglio 2007) di occuparsi a proprie spese della rimozione e dello smaltimento dell'amianto della Ticosa. Un'ordinanza che i legali di allora della ditta poi fallita impugnarono sottolineando da un lato «la carenza del piano di bonifica» predisposto dal Comune e dall'altro che doveva essere proprio Palazzo Cernezzi, «quale proprietario e garante della bonifica dell'area, a dover effettuare lo smaltimento». Un ricorso che, allora, aveva un senso: Perego voleva evitare di trovarsi a dover sborsare centinaia di migliaia di euro per un'operazione, lo smaltimento dell'amianto, non contenuta nell'appalto firmato con il Comune. Con il passare dei mesi e - soprattutto - degli eventi, l'attesa sentenza si è fatta sempre meno attesa e importante, ed è finita successivamente nel dimenticatoio. Almeno fino ai giorni scorsi, quando i giudici del Tar hanno emesso un'ordinanza in cui chiedono al Comune di Como una «esaustiva relazione» su alcuni passaggi del provvedimento firmato da Bruni. L'udienza è stata quindi a giornata a marzo. Ma del 2012.

p.moretti

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