Domenica 13 Febbraio 2011

Cantù, il pin è un vero incubo
Caos e ore di coda all'Asl

«Ci state prendendo in giro», il grido lanciato nel seminterrato dell'ospedale Sant'Antonio, dove è ospitato lo sportello dell'Asl: ieri mattina, centinaia di persone si sono ritrovate in coda, anche per un'ora e mezza e più, nel faticoso tentativo di entrare in possesso del codice per lo sconto benzina, l'ormai famigerato «pin» della carta regionale dei servizi. Qualcuno, sfiancato dall'attesa, vi ha rinunciato. Cantù ha vissuto un sabato da nevrosi. Al municipio di piazza Parini, per un problema tecnico attribuito a Regione Lombardia, il collegamento via terminale non è nemmeno partito. Niente codice: tutti si sono ritrovati in fila indiana in via Domea, rimasta l'unica possibilità per portarsi a casa i numerini.
Come mai il codice non sia arrivato insieme alla nuova carta regionale – che dal primo marzo sostituirà la vecchia tessera per il carburante, fino allora necessaria per i centesimi in meno per ogni litro – è per tutti incomprensibile. Anziché la soluzione apparentemente più semplice, una banale sequenza numerica consegnata a domicilio in busta chiusa, l'obbligo di uscire di casa, e sfidare le lungaggini della burocrazia. In un inevitabile e prevedibile ingolfamento. Chi non possiede l'auto è davvero una minoranza. E se le code si sono registrate anche nelle scorse settimane, ieri, in un sabato mattina che per molti non è lavorativo, è andato in scena quello che qualcuno ha bollato come «delirio».
Verso le 11, la chiamata in comune che segnalava il tutto esaurito. I dipendenti dell'Asl hanno contattato l'Ufficio relazioni con il pubblico per annunciare che non potevano più accettare altri dirottati in arrivo dal municipio. Si prevedeva che a mezzogiorno – orario di chiusura dello sportello – in tanti avrebbero dovuto fermarsi a porte chiuse e attendere ancora. Basta pensare che in piazza Parini ogni giorno si presentano circa 170 cercatori di «pin». Tutti si sono ritrovati quindi in colonna davanti ai due sportellisti dell'Asl. Che, presi d'assalto, hanno cercato di fare il possibile. Secondo quanto riferito al comune, il collegamento telematico con via Domea era sì attivo, ma funzionava a singhiozzo. Di conseguenza, l'attesa che il computer sfornasse il «pin», di volta in volta, poteva allungarsi anche di qualche minuto in più. In pratica, una fila impossibile da smaltire, arrivata sino alla porta. Appena un passo oltre l'uscio, e si era già in coda.

r.foglia

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