Domenica 20 Febbraio 2011

La tangenziale vista dal cielo
La scia rossa che sbuca dal nulla

COMO Una lunga scia arancione da Grandate (praticamente di fronte all'Iper) costeggiando il forno inceneritore della Guzza e poi fino all'Acquanera. A due passi dall'oasi del Bassone e in mezzo al verde. È questa la tangenziale di Como, o meglio il primo lotto (il secondo non si farà mai, come sono pronti a scommettere in molti) vista dal cielo. In una giornata senza una nuvola e con un sole primaverile non sfugge nemmeno un dettaglio della grande opera attesa per vent'anni e che adesso verrà realizzata soltanto a metà.
Per ora non ci sono ruspe al lavoro e non è ancora stato effettuato nessuno scavo, ma dall'alto (dall'idrovolante) è chiarissimo come la nuova strada modificherà radicalmente il territorio. Il percorso, per ora solo virtualmente, è perfettamente individuabile e si può percorrere, anche se con un aereo, la futura tangenziale.
La strada passerà in mezzo ai campi e inghiottirà buona parte del verde tra Grandate e Como. Saranno quattro corsie (due per senso di marcia) che finiranno però nel nulla. Lo svincolo dell'Acquanera segna di fatto il confine della tangenziale definita da molti "monca" o da altri "incompiuta" perché del secondo lotto (che doveva collegare l'Acquanera con Albese) non ci sono né tempi né, soprattutto, soldi (è stato accantonato perché i costi di realizzazione sono praticamente raddoppiati dal progetto preliminare a quello definitivo, ma in realtà per quel tratto di strada non è mai stato accantonato neppure un euro). Nulla, insomma. E per questo la tangenziale finisce in mezzo ai campi del Bassone con il maxi svincolo a forma di ottovolante che, probabilmente, non collegherà nulla.
In tutti i documenti ufficiali (nell'accordo di programma del novembre 1999, nella delibera del Cipe del marzo 2006 e nell'accordo di programma del 2007) si è sempre parlato del sistema tangenziale «da realizzare nella sua interezza» e adesso Villa Saporiti li ha impugnati per chiederne il rispetto. Il progetto prevede soltanto la viabilità accessoria che porterà fino al viadotto dell'Oltrecolle-Canturina attraverso un collegamento su due livelli. La trasformazione della rotatoria attuale con una identica, ma sottoterra, un paio di mesi fa ha rischiato di saltare con ripercussioni che per il traffico sarebbero state devastanti. Era stata società Pedemontana a proporre a Palazzo Cernezzi di lasciare il raccordo attuale evitando i due livelli (ovviamente con un conseguente cospicuo risparmio sui costi), ma dal Comune hanno risposto con un semplice quanto chiaro «non se ne parla».
La tangenziale virtuale (ma, a lavori ultimati anche quella reale) sarà lunga appena due chilometri e 400 metri e avrà un costo di 256 milioni di euro. Attualmente sono in corso, come si legge dai cartelli, le cosiddette «opere di cantierizzazione» (in pratica le fasi preparatorie) che dureranno fino 30 giugno e che riguardano «la bonifica da ordigni esplosivi». Anche nelle altre zone toccate da Pedemontana (da Turate a Cassano Magnago) si è seguita la stessa prassi per la verifica di eventuali residuati della seconda guerra mondiale. Una volta completata questa fase preparatoria partirà il cantiere vero e proprio e, allora, dal cielo, si vedranno gli scavi. Poi si vedranno decine di operai al lavoro fino ad arrivare a vedere, al posto delle reti arancioni e dei prati, una lunga scia d'asfalto. Una scia che costerà 60 centesimi per ogni viaggio.
Gisella Roncoroni

a.savini

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