Martedì 01 Marzo 2011

Bus, primo giorno di corse tagliate
Tutti pigiati su quelli che restano

COMO - Da ieri i tagli di due linee e 77 corse urbane degli autobus sono una realtà. I tagli seguono l'aumento del 10% di biglietti e abbonamenti in vigore dal primo febbraio: entrambi i provvedimenti sono da imputare alla decurtazione di trasferimenti decisi da Roma per sostenere il trasporto pubblico locale (1,8 milioni di euro in meno per Como e provincia). E il 7 e il 21 marzo diverranno operativi anche i tagli di 93 corse extraurbane. In città le criticità maggiori riguardano la linea 8 Como - Casnate (le cui corse giornaliere scendono da 85 a 65, con un frequenza che passa da 15 a 30 minuti), la soppressione della linea 9 Como - Cimitero Monumentale (assorbita dalla linea 4, con corse però ridotte da 30 a 20) e la soppressione della linea 10 Albate - Navedano (con cancellazione di tutte e 30 le corse, sostituita dal C50 da Navedano con quattro corse giornaliere e dai Portici Plinio con sei corse). I comaschi non condividono i tagli, si lamentano degli aumenti ma, come di consueto nella schiva tradizione lariana, non danno vita a plateali manifestazioni di protesta. Una delle linee più penalizzate (dopo la 9 e la 10 che sono state soppresse) è la 8 che da Como porta a Casnate con Bernate. Ieri l'autobus delle 14.15 è partito regolarmente dalla stazione San Giovanni: qualche cartaccia per terra, un sacchetto appallottolato proprio nel mezzo, i sedili in plastica grigia e azzurra con finiture in alluminio, un autista gentile e un solo passeggero a bordo. Ad ogni fermata sale qualcuno e scende poco nessuno, specialmente in piazza Vittoria e piazza Camerlata, dove il mezzo fa il pieno di studenti del Caio Plinio, del Casnati, della Ripamonti e degli altri istituti superiori. Alcuni sanno dei tagli e si lamentano di dover attendere mezz'ora e non più un quarto d'ora se perdono la corsa, altri lo apprendono all'istante e sono più sbigottiti che altro. «Un taglio molto scomodo» lo definisce Sharon Zecchini, una sedicenne del Caio che il mezzo lo prende tutti i giorni: «Le corse più frequentate, dove si sta stipati come acciughe, sono quelle delle 7.15 da Casnate e quella delle 13.15 da Como». Sarà forse per allenarsi a stare in questi spazi angusti che fino a poco tempo fa Sharon frequentava un corso di aero-spinning: «Avere meno bus a disposizione significa perdere tempo nello studio e far più fatica a conciliare scuola e sport». E poi c'è la questione rincari. «L'abbonamento è passato da 34 a 38 euro - si lamenta Elisa Restani, 19 anni, all'ultimo anno del Volta - senza contare che il bus quando proviene da Casnate e arriva all'incrocio di San Bartolomeo svolta in viale Roosevelt, così per arrivare in centro rimangono da fare diverse centinaia di metri a piedi». Per la verità, spiega la signora Franca, una pensionata che il mezzo da Casnate lo prende da una vita, «fino a cinque anni si arrivava in piazza Vittoria comodamente, anche se c'erano molte meno corse di oggi». E la signora Franca, alla quale i rincari non sono proprio andati giù, punta il dito anche contro gli ammortizzatori che non sarebbero adatti al percorso: «In via Scalabrini sembra di essere nel Far West».
Luca Marchiò

p.berra

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