Lunedì 07 Marzo 2011

Il killer fantasma di via Borsieri
I vicini di casa non lo conoscono

COMO «Aveva un cane, per caso? E i capelli? Erano lunghi? Quanto? Non c'è la foto?». Sono loro che chiedono informazioni, i vicini di casa del killer arrestato in via Borsieri, perché il nome, Antonio La Malfa, non dice niente a nessuno. La foto però non c'è e senza quella per chi vive nella via dove è stato arrestato il settantenne che due anni fa uccise la moglie in Francia, La Malfa resta un vicino di casa fantasma. L'assassino della porta accanto voleva sparire e ci è riuscito. Perfino l'arresto è passato inosservato tra i civici 21-24-15-16 e 18. E neanche dal 2 e dintorni sanno niente a dir la verità. Non sa niente il farmacista e neanche il titolare del chiosco di viale Varese. Una signora - che anticipa di non conoscerlo - dice che però forse abitava in via Cinque Giornate visto . Ma anche al Como Internet Cafè di via Volta il barista non sa nulla. «Chieda a una cliente, vive in via Borsieri». La signora sta bevendo il tè con due amiche: «Guardi - esclamano - ne stavamo parlando proprio adesso. L'avremo visto per forza ai giardinetti di viale Varese, magari, ma senza la foto». Senza la foto, La Malfa resta un fantasma in tutta via Borsieri. Al bar Shangai ne hanno parlato tutta mattina dopo aver letto la notizia dell'arresto sul giornale. E nessuno che sia riuscito a farsi venire in mente il volto dell'uomo che due anni fa, in Francia, sgozzò la sua seconda moglie perché non voleva divorziare (e lei invece sì per salvarsi da quell'uomo che era diventato violento). Del resto lui era arrivato a Como proprio per nascondersi e quindi non andava a raccontare le sua storia al bar. «Io sono qui da poco - dice il barista - ma neanche i miei clienti hanno la più pallida idea di chi fosse». Il ragioniere Franco Denti che ha lo studio con il figlio avvocato al 21 di via Borsieri dice la stessa cosa: «Guardi, ci conosciamo tutti più o meno, e io non ricordo questa persona». Da tutti i citofoni del 21 arriva la stessa risposta. E nel condominio dall'altra parte della strada, chi esce manifesta lo stesso stupore: «Non ho neppure visto le sirene della polizia». «Io ho la camera qui a fianco - dice una ragazza affacciata alla finestra - e non mi sono accorta di nulla». Subito dopo c'è un'altra abitazione. Pure lì nessuno sa niente. E di questo Antonio, che magari avranno anche incontrato in pizzeria, al ristorante, dalla pasticceria Vago o anche solo avvistato ai giardinetti, nessuno sa dir nulla. Neanche al primo condominio dopo il 21. Il fantasma non era di quelli che aiuta le signore a portare i sacchi della spesa a casa. In via Borsieri ci sono palazzi signorili, uffici, studi legali, negozi, bar, pizzerie, cortili con case di ringhiera e la farmacia all'angolo che guarda i frequentatissimi di viale Varese. Questura e prefettura non sono neanche distanti, ma Antonio La Malfa è stato bravissimo a far credere che nella porta accanto ci fosse un fantasma. E non un assassino.
Anna Savini

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