Como, allenatore nei guai
per molestie su ragazzini

Divieto assoluto di avvicinarsi ai ragazzi della sua squadra e di proseguire la sua attività di istruttore di scuola calcio per conto delle giovanili del Como. E' il provvedimento preso dalla magistratura, che ha indagato l'uomo per violenza sessuale.

COMO Divieto assoluto di avvicinarsi ai ragazzi della sua squadra e di proseguire la sua attività di istruttore di scuola calcio per conto delle giovanili del Como. La casa perquisita - pare senza esito - da parte degli uomini della squadra mobile della questura. L'avviso di garanzia per violenza sessuale. Pesa come un macigno l'infamante sospetto di aver abusato sessualmente di almeno due ragazzi - minorenni - per il quale la procura ha messo sotto accusa un uomo da anni attivo come istruttore nel mondo del calcio giovanile comasco e, da quest'anno, in forza nello staff del Calcio Como.
Il giudice Nicoletta Cremona, nei giorni scorsi, ha firmato a carico dell'uomo un provvedimento restrittivo con il quale viene inibito - pena il rischio di arresto - di proseguire la sua attività con i ragazzi e di avvicinarsi a loro. Un provvedimento cautelare, in attesa di comprendere se il pesante sospetto che ha investito l'uomo possa essere considerato reale. A sostegno dell'accusa vi sono le dichiarazioni delle famiglie di due ragazzi che l'uomo - di cui omettiamo le generalità a tutela dell'identità delle potenziali vittime - avrebbe allenato lo scorso anno. Gli inquirenti, nelle scorse settimane, hanno cercato conferme ai sospetti, con accertamenti che hanno coinvolto anche la pagina facebook del sospettato e, in particolare, i contatti intercorsi tra lui e i ragazzi che avrebbero subito le sue attenzioni.
Nei giorni scorsi l'indagato ha inviato una lettera al Calcio Como in cui annunciava la sospensione della collaborazione, una collaborazione iniziata all'inizio della nuova stagione. Lo scorso anno, infatti, l'allenatore collaborava con il Sagnino. In ogni caso da anni è istruttore di scuola calcio. Una passione sospesa per ordine del giudice, in attesa di chiarire le infamanti accuse ipotizzate a suo carico.

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