Addio vista città
Dal lago un muro fortino

Dalla barca la visuale della riva è totalmente cambiata, si vedono solo tubi. Piazza Cavour unico tratto indenne ma ancora per poco. Uno scempio continuo

COMO Dalla passeggiata il lago si vede ben poco tra palizzate e reti. Unico squarcio è piazza Cavour che ancora consente la vista del primo bacino. Ma dal lago? Il tratto del secondo lotto (da Sant'Agostino alla biglietteria della navigazione) visto dalla barca è un groviglio di tubi, assi di legno, palancole (in pratica punte di metallo conficcate sul fondo del lago per consentire di delimitare l'area da prosciugare) e a parte una ruspa immobile, il cantiere è chiaramente fermo e resterà così ancora per molto. A Sant'Agostino, dove c'era la scalinata a lago, oggi c'è praticamente una piazza di cemento. Si vedono i 14 tigli che rischiano di essere abbattuti (nonostante la richiesta contraria approvata dal consiglio comunale) e, esattamente di fronte alla darsena, si vede l'accesso al tunnel sotto la strada. È completamente chiuso dalle palancole, ma basta alzare lo sguardo e si vede virtualmente il percorso che porta dalla parte opposta del lungolago. La chiusura è uno dei motivi della moria di pesci nella darsena: rimasti senza ossigeno sono morti per asfissia. Adesso ci sono dei getti d'acqua fresca che consentono il ricambio continuo. Non si vede nulla: né le macchine né la città. Solo la palizzata di legno.
Poco prima della biglietteria della navigazione le palancole finiscono e si vede ancora la vecchia riva, con persino il vecchio parapetto in ferro: è esattamente nel punto centrale che lascia a sinistra le palancole e a destra il lungolago, che si ha la percezione della massa d'acqua che viene rimossa e dei metri oggi occupati dal lago, ma che diventeranno cemento. Piazza Cavour è l'unico pezzo del lungolago rimasto intatto: ci sono i pontili, i pedalò, le papere e i cigni. E la visuale è esattamente identica a quella che tutti i comaschi conoscono da sempre.
Tutto radicalmente diverso, invece, dalla parte opposta, in quello che è stato denominato primo lotto del cantiere (da piazza Cavour ai giardini a lago) e che è nelle attuali condizioni da poco più di un anno. Da quando, cioé, è stato tagliato il muro costruito davanti al lago. Dalla barca si vede il nuovo muro che sostiene la passeggiata, decisamente più simile ai castelli di Gardaland che a pietra vera (infatti non lo è). Praticamente un fortino e, sarà pur vero che il lago è basso, ma risulta difficile pensare che possa esondare con quella barriera. L'aspetto della riva è completamente diverso dal passato: la passeggiata è larghissima e costituita da una spianata di ghiaia con, in lontananza, le auto che sfrecciano sul lungolago. Prima dei giardini a lago si vede la nuova scalinata (contestata duramente da diversi consiglieri comunali) affiancata a quella storica e l'impatto è più massiccio rispetto a tre anni fa, prima cioè della partenza del cantiere. L'ultimo scampolo è il bar-battello: è abbandonato da anni e rischia di affondare. Tra l'altro, se dovesse succedere, ci sarebbero grossi problemi nel ripescarlo.
Insomma, dal lago è tutto diverso. E se dalla strada non si vede più il lago, almeno per ora dall'acqua non si vede più la città. E quando si tornerà a vederla, l'impatto sarà quello del primo lotto: la riva e la visuale saranno completamente diverse da come i comaschi sono abituati a guardare al lago. Ma per vedere tutto ci vorranno almeno altri tre anni. Fino ad allora resteranno palizzate e reti e, la prossima estate, sarà probabilmente oscurata anche piazza Cavour.
Gisella Roncoroni

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